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Iran, Trump studia vendetta contro alleati ‘ribelli’: Spagna sospesa da Nato, Falkland non più britanniche

Spagna sospesa dalla Nato, isole Falkland non più britanniche: Donald Trump studia la vendetta contro gli alleati colpevoli di non aver sostenuto gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Un’e-mail interna del Pentagono, come riporta Reuters, lascia intendere infatti che gli Stati Uniti stiano valutando diverse opzioni per punire gli alleati ‘ribelli’: tra le opzioni allo studio, la sospensione della Spagna dalla Nato, e la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland.

Le opzioni politiche, come spiega un funzionario all’agenzia britannica, sono dettagliate in una nota che esprime frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Stati Uniti i diritti di accesso, di base e di sorvolo (noti come ABO) per la guerra contro l’Iran. Secondo il funzionario, l’e-mail affermava che l’ABO è “solo il punto di partenza assoluto per la Nato”, aggiungendo che le opzioni stavano circolando ai più alti livelli del Pentagono. Per iniziare, una delle opzioni proposte nell’e-mail prevedeva la sospensione dei paesi “difficili” dalle posizioni importanti o prestigiose all’interno della NATO.

Secondo l’Alleanza, però, non esiste alcuna disposizione per la sospensione o l’espulsione degli Stati membri dall’alleanza militare. Secondo una fonte citata dalla Bbc, è proprio il trattato istitutivo dell’organizzazione a non prevedere alcuna di queste disposizioni. Anche il premier spagnolo ha respinto la notizia. “Non lavoriamo sulla base di e-mail. Lavoriamo con documenti ufficiali e posizioni ufficiali assunte, in questo caso, dal governo degli Stati Uniti”, ha detto Pedro Sanchez arrivando al vertice Ue a Cipro. La Spagna, ha ribadito, sostiene “la piena cooperazione con i suoi alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale”. Un portavoce del governo tedesco ha affermato che l’adesione della Spagna alla NATO non è in discussione. “La Spagna è membro della NATO e non vedo alcun motivo per cui questo dovrebbe cambiare”, ha dichiarato il portavoce durante una regolare conferenza stampa a Berlino.

Dall’inizio della guerra contro Teheran Trump ha ripetutamente criticato gli alleati della NATO per la loro riluttanza a svolgere un ruolo più incisivo dopo l’attacco a Teheran e la conseguente restrizione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta strategica per la sicurezza nazionale. Il mese scorso il presidente americano ha affermato di aver sempre considerato la NATO una “strada a senso unico”. “Noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi”, ha scritto.

La Spagna si è rifiutata di consentire l’utilizzo delle basi aeree sul proprio territorio per attacchi contro l’Iran. Gli Stati Uniti hanno due basi militari in Spagna: la Stazione Navale di Rota e la Base Aerea di Morón. Allo stesso tempo, il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha insistito sul fatto che un maggiore coinvolgimento nella guerra o nell’attuale blocco statunitense dei porti iraniani non sia nell’interesse del Regno Unito. Il governo di Londra ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare basi britanniche per lanciare attacchi contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz e aerei della RAF hanno partecipato a missioni per abbattere droni iraniani. Il Regno Unito, la Francia e altri Paesi hanno affermato di essere disposti a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz dopo un cessate il fuoco duraturo o la fine della guerra.

Ed è così che nel mirino di Washington è entrata anche Londra: nell’email del Pentagono, come possibile ritorsione per la ‘mancanza di cooperazione’, si suggerisce rivalutare il sostegno diplomatico americano a “possedimenti imperiali” europei di lunga data come le Isole Falkland. La loro sovranità “appartiene al Regno Unito”, ha dichiarato subito Downing Street. “Le Isole Falkland hanno votato in modo schiacciante a favore del mantenimento dello status di territorio d’oltremare del Regno Unito e abbiamo sempre sostenuto il diritto all’autodeterminazione degli isolani e il fatto che la sovranità appartenga al Regno Unito”, ha proseguito un portavoce aggiungendo che il governo “non potrebbe essere più chiaro sulla posizione del Regno Unito” e che “la sovranità appartiene al Regno Unito e il diritto all’autodeterminazione degli isolani è prioritario”. “Abbiamo già espresso questa posizione in modo chiaro e coerente alle successive amministrazioni statunitensi e nulla cambierà la situazione”, ha concluso.

Le precedenti amministrazioni statunitensi hanno formalmente riconosciuto l’amministrazione di fatto delle isole da parte del Regno Unito, ma non hanno preso una posizione ufficiale in merito alla sovranità. Le Isole Falkland, note in Argentina come Malvinas, si trovano a circa 8.000 miglia dal Regno Unito e a circa 300 miglia dalla terraferma argentina. L’Argentina rivendica da tempo la sovranità sulle isole, territorio britannico d’oltremare nell’Oceano Atlantico sud-occidentale. I due Paesi si sono scontrati in una guerra per la questione, dopo l’invasione delle isole da parte delle forze argentine nel 1982.

Valentina Innocente

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