In questa campagna elettorale siamo alla chiacchiera o al bisticcio: di 'ambiente' neanche l'ombra e si toccano molto genericamente i temi del gas, del petrolio e delle rinnovabili. Ma nella realtà il 'fare' è ancora troppo lontano

Da quando è stata fissata al 25 settembre la data delle elezioni è partita la campagna elettorale. Litigando su alleanze da un lato (sinistro) e presunte leadership dall'altro (destro), nessuno ha preso in considerazione che per convincere gli italiani c'è bisogno di un programma

Ma qualcuno ci ha pensato? Il sospetto è no, che nessuno ci abbia pensato. Il guasto lo percepiremo nella sua drammatica totalità al ritorno dalle vacanze, quando si affaccerà l'inverno. Allora lì capiremo i pericoli a cui stiamo scelleratamente andando incontro nella speranza che non sia troppo tardi

Quello che molti in Ue temevano (forse) si sta avverando in piena estate. E più passa il tempo e più la situazione diventa critica. In un momento di massima delicatezza, purtroppo pochi posseggono una visione d'insieme e molti pensano ancora a loro stessi

Al di là del tetto al prezzo del gas, il premier - nel corso conferenza stampa al termine del G7 di Garmish - ha insistito sull'importanza delle rinnovabili, sulla valenza futura che avrà l'idrogeno e sulla scelta strategica di affacciarsi all'Africa per affrancarsi dalla Russia

L’estate sarà calda ma caldo sarà anche l’inverno. Draghi ha garantito che gli stoccaggi vanno bene e che non batteremo i denti dal freddo. La dipendenza dalla Russia è scesa dal 40 al 25%, il piano Cingolani per arginare Putin pare stia funzionando. Ma basterà?

Al di là delle giustificazioni di facciata confezionate a uso stampa da Gazprom, ovvero un banale problema di turbine, la realtà reale è che si tratta di ritorsioni, insomma la risposta pratica – sotto un certo aspetto persino tardiva - alle sanzioni che sono state imposte alla Russia dall'Unione europea

Dopo aver scoperto la presenza di ricchi giacimenti, il governo di Zagabria ha dato subito l'ok per l'estrazione. Perché loro si e noi no? La risposta va ricercata in una legge di vent'anni fa. Che va cambiata

Duecento rappresentanti dei paesi di tutto il mondo si sono dati appuntamento a Bonn per preparare la COP27 che si terrà in Egitto a novembre. La domanda è semplice e abbastanza spontanea: ma c'è bisogno di 'organizzare' un incontro così cogente addirittura sei mesi prima? La risposta è altrettanto semplice e altrettanto spontanea: sì. Perché al di là delle chiacchiere e dei buoni propositi per ripulirsi le coscienze, non tutti i Paesi hanno percepito la gravità della situazione ambientale e la necessità di frenare il riscaldamento globale

È un problema di rifornimenti, prima energetici e adesso alimentari. Tra contenere l'uso esagerato dei condizionatori e non avere pasta o pane da mettere in tavola, vince la fame. Tutto dipenderà, è evidente, dalla politica dell'Unione europea. E intanto anche in Italia va di moda il 'cacerolazo' argentino

Davanti a una cinquantina di ragazzi presenti a un panel organizzato dal Consiglio della Regione Piemonte al Salone del Libro ho faticato a rispondere alla domanda su cosa dovrebbero fare i giovani per portare avanti la transizione ecologica. In realtà loro hanno già fatto abbastanza. Il vero quesito dovrebbe essere il contrario: cosa devono fare i grandi per portare le nuove generazioni a essere soggetti attivi di un cambiamento che non è solo climatico ma anche comportamentale?

Nella stagione in cui si spinge il più possibile per trovare fonti energetiche alternative, il rischio che il processo di decarbonizzazione si fermi è alto. I fossili sono tornati di moda, prova ne sia che negli ultimi mesi il prezzo del carbone è in costante ascesa. Pare che la 'colpa' sia di Cina e India, bisognose di compensare il disavanzo della produzione interna insufficiente per soddisfare i propri bisogni. Pare, anche, che a questi due giganti interessi poco di arrivare alla Carbon neutrality nei prossimi anni

Il presidente Biden detta la linea del G7, l'Europa si allinea. Il premier Draghi in missione a Washington parlerà (anche) di energia e del gas liquido americano che costa molto ma ci affrancherà dalla Russia. Noi paghiamo, tanto c'è il Pnrr...

L’Italia davanti a sé ha un obiettivo stringente: raggiungere il più in fretta possibile l’indipendenza dalla Russia. Così, all’improvviso, sono diventati ‘amici’ quei Paesi che fino a qualche mese fa erano considerati simpatici ma non proprio affidabilissimi: dall’Algeria alla Libia, dal Congo all’Angola, fino all’Azerbaijan con una puntatina anche in Qatar. Se per il governo è stato facile chiedere aiuto, buona parte del merito va data al Capo dello Stato che ha tessuto una preziosissima tela di rapporti internazionali

I cittadini protestano per l'aumento dei prezzi, il Governo arriva a sfiorare lo scostamento di bilancio per contenere il caro energia, eppure lo sviluppo delle rinnovabili è bloccato da lacci e lacciuoli. Il maxi parco eolico di Taranto progettato quando c'era ancora Ciampi presidente della Repubblica: 16 anni per entrare in funzione...

All'improvviso si stanno, anzi ci stiamo, scoprendo tutti esperti di gas. Perché è fuori discussione che fino al post-pandemia e alla guerra in Ucraina, il tema delle forniture energetiche non sia mai stato predominante in telegiornali, talk-show e nelle lenzuolate dei quotidiani. Figurarsi nelle chiacchiere al bar. Il gas, questo sconosciuto: non proprio ma quasi...

Ambizione, orgoglio e tanta adrenalina per il battesimo del progetto GEA destinato a raccontare i cambiamenti del nostro mondo sotto il profilo della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Comincia un'avventura esaltante assieme a una redazione di assoluta eccellenza, a ricercatori scientifici e universitari, alle istituzioni italiane ed europee.