Nutri-Score Simulator

Abbiamo applicato l’etichetta a semaforo a tre prodotti iconici italiani

L’Europa sta chiedendo agli Stati membri un’etichettatura unica per indicare ai consumatori i valori nutrizionali degli alimenti.

Il sistema più discusso in Commissione europea è Nutri-Score. Un’etichetta “a semaforo” già adottata dal 2017 in Francia che valuta, sulla base di un algoritmo, caratteristiche considerate “negative” (calorie, grassi, carboidrati, sale) e “positive” (proteine, fibre, presenza di frutta/verdura e legumi) calcolate su 100 grammi o 100 millilitri di prodotto. E attribuisce un colore e una lettera a ciascun alimento.

L’Italia è contraria, e ritiene che il modello francese penalizzi soprattutto i prodotti DOP e IGP. L’Europa, intanto, ha rimandato la decisione a giugno 2023.

Ma come sarebbero valutati i prodotti tipici italiani se Nutri-Score fosse obbligatorio?

Olio extravergine d’oliva

Olio extravergine d’oliva

Perché categoria C?

Valori per 100g di prodotto
Elementi sfavo
revoli
0
Energia (kcal)
0
Lipidi (g)
0
Carboidrati (g)
0
Sodio (mg)
Elementi favo
revoli
0
Proteine (g)
0
Fibre (g)
0
Frutta (g)
0
Verdura (g)
Parmigiano Reggiano

Parmigiano Reggiano

Perché categoria D?

Valori per 100g di prodotto
Elementi sfavo
revoli
0
Energia (kcal)
0
Lipidi (g)
0
Carboidrati (g)
0
Sodio (mg)
Elementi favo
revoli
0
Proteine (g)
0
Fibre (g)
0
Frutta (g)
0
Verdura (g)
Prosciutto cruodo di Parma

Prosciutto cruodo di Parma

Perché categoria E?

Valori per 100g di prodotto
Elementi sfavo
revoli
0
Energia (kcal)
0
Lipidi (g)
0
Carboidrati (g)
0
Sodio (mg)
Elementi favo
revoli
0
Proteine (g)
0
Fibre (g)
0
Frutta (g)
0
Verdura (g)

Quello che Nutri-Score non dice >

Olio extravergine d’oliva

L’olio extravergine d'oliva è costituito per il 99% da grassi. In particolare da acido oleico (acido grasso monoinsaturo) a una concentrazione pari al 76%, acido linoleico (7,19%) e linolenico (0,77%). Si tratta di acidi grassi insaturi della serie “omega”. L’acido oleico è un omega-9 mentre l’acido linoleico e linolenico sono rispettivamente acidi grassi omega-3 e omega-6; acidi grassi essenziali che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e devono quindi essere assunti mediante la dieta. Una percentuale pari al 15,3% dei grassi presenti è rappresentata anche dagli acidi grassi saturi che, tuttavia, rappresentano la frazione più piccola.

Il sistema Nutri-Score non differenzia e non evidenzia queste caratteristiche, ma valuta unicamente la concentrazione degli acidi grassi saturi.
Acido grasso (%) Valore per 100g
Acidi grassi saturi 15,32
Acidi da C4 a C10 0
Acido laurico 0
Acido miristico 0
Acido palmitico 11,27
Acido stearico 3,24
Acido arachidico 0,81
Acido beenico 0
Acidi grassi monoinsaturi 77,72
Acido miristoleico 0
Acido plamitoleico 0,84
Acido oleico 76,13
Acido ecisenoico 0,31
Acido erucico 0
Acidi grassi polinsaturi 7,97
Acido linoleico 7,19
Acido linolenico 0,77
Rapporto polinsaturi/saturi 0,52

Da non sottovalutare il contenuto in vitamina A (retinolo) pari a 36 mg in 100 g e 4 mg in una porzione e di vitamina E (tocoferolo) con 22,4 mg su 100 g e 2,24 mg in una porzione. Quest’ultima è anche un potente antiossidante in grado di contrastare gli effetti nocivi dei radicali liberi dell’ossigeno, riduce il rischio dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, diminuisce gli stati infiammatori e protegge altre sostanze, come gli acidi grassi insaturi, la vitamina A e i caroteni dall’ossidazione.

Nell’olio extravergione d'oliva sono presenti anche molte altre molecole minori (circa 220 sostanze organiche) coinvolte nelle caratteristiche organolettiche del prodotto (profumo, sapore, piccantezza, aspetto, ecc.), che hanno un notevole potere antiossidante in grado di conferire al prodotto resistenza all’invecchiamento e all’irrancidimento.

Molte di queste molecole sono in grado di assolvere importanti funzioni nell’organismo e possono influenzare positivamente la salute umana. I polifenoli, per esempio, sostanze chimiche sintetizzate dalle piante, sono molecole con molteplici funzioni e sono caratterizzate da attività antinfiammatoria, antimicotica e antimicrobica. Nell’olio extravergine di oliva meritano di essere citati l’oleocantale, l’oloeuropeina e l’idrossitirosolo: riescono a superare la barriera ematoencefalica e interferire con meccanismi patogenetici alla base di importanti patologie come il morbo di Alzheimer, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson. Queste molecole non vengono considerate nell’ambito della classificazione del Nutri-Score nonostante il loro benefico effetto sulla salute.

Non è possibile indicare la concentrazione di questi composti nell’olio extravergine di oliva in quanto dipende da molteplici fattori colturali (genotipo, tecniche di coltivazione, epoca della raccolta, ambiente pedoclimatico, ecc.) ma si stima che un olio extravergine di buona qualità debba contenere almeno una concentrazione superiore a 200 mg/kg.

Quello che Nutri-Score non dice >

Parmigiano Reggiano
Il Parmigiano Reggiano DOP è ricco anche di elementi minerali
Nutriente (mg) Valori per 100g
Sodio 600
Potassio 102
Calcio 1159
Magnesio 43
Fosforo 691
Ferro 0,2
Rame 0,83
Zinco 4
Selenio 12

Nonostante l’elevata concentrazione di sodio, che determina un limite nella dieta di malati di ipertensione arteriosa, sono presenti ad elevate concentrazioni elementi come il calcio, essenziale per l’accrescimento/mantenimento delle ossa, e il fosforo.

Questo formaggio è anche un’ottima fonte di vitamine, in particolare riboflavina (vitamina B2) e retinolo (vitamina A) e biotina (vitamina H).

Nutriente Valori per 100g
Tianina (mg) 0,03
Riboflavina (mg) 0,37
Niacina (mg) 0,05
Vitamina B6 (mg) 0,06
Vitamina B12 (µg) 1,7
Acido pantotenico (mg) 0,32
Biotina (mg) 23
Vitamina C (mg) 0
Folati (µg) 56
Vitamina A (mg) 430
Vitamina E (mg) 0,55
Nutriente (%) Valore per 100 g
Acidi grassi saturi 65,98
Acidi grassi monoinsaturi 31,35
Acidi grassi polinsaturi 2,81

Quello che Nutri-Score non dice >

Prosciutto cruodo di Parma
Il crudo di Parma è molto digeribile per effetto della scomposizione delle proteine in molecole più piccole e in singoli aminoacidi durante la stagionatura e questo riduce l’aggravio per i reni.

Infatti, in questo alimento proteico durante la stagionatura avviene la proteolisi (rottura delle proteine) in molecole più piccole e nei singoli aminoacidi. Questo significa che il prosciutto di Parma apporta aminoacidi liberi (più dell’intera quota dell’azoto proteico). Tra gli aminoacidi apportati sono presenti anche valina, leucina e isoleucina, aminoacidi essenziali che dobbiamo necessariamente assumere mediante la dieta. La loro concentrazione è pari, rispettivamente, a 338, 441 e 207 mg/100 g. Nell’ambito degli aminoacidi essenziali sono presenti in notevole quantità anche la lisina (727 mg/100g), la fenilalanina (248 mg/100g) e la treonina (240 mg/100g).

Da non trascurare il notevole contenuto di vitamine del gruppo B, nello specifico B1, B6, B12 e PP, fondamentali per il sistema nervoso, per la produzione delle cellule del sangue e per il controllo dei processi ossidativi

Nutriente Valori per 100g
Tianina (B1; mg) 0,9
Riboflavina (B2; mg) 0,22
Niacina (PP; mg) 5,9
Vitamina B6 (mg) 1,13
Vitamina B12 (µg) 0,67
Folati 2 (µg) 7
Vitamina E (mg) 0,22

Sono presenti anche elementi minerali: il prodotto emiliano mostra un corredo di potassio, fosforo, zinco e selenio che conferisce all’organismo una quantità significativa rispetto alle relative dosi giornaliere raccomandate dai nutrizionisti.

Nutriente Valori per 100g
Sodio (mg) 1760
Potassio (mg) 538
Calcio (mg) 11
Magnesio (mg) 20
Fosforo (mg) 180
Ferro (mg) 0,9
Selenio (µg) 11
Rame (mg) 0,03
Zinco (mg) 2,3
Manganese (mg) 0,01

La presenza di acidi grassi insaturi è superiore a quella dei grassi saturi con una elevata concentrazione di acido oleico.

Nutriente (%) Valore per 100g
Acidi grassi saturi 31,9
Acidi grassi monoinsaturi 45,3
Acido oleico 41,6
Acidi grassi polinsaturi 13
Rapporto polinsaturi/saturi 0,4

Come abbiamo lavorato

Nutri-Score Simulator è un progetto realizzato da GEA - Green Economy Agency / Withub in collaborazione con Lucia Guidi, professoressa del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa e direttrice del Centro di Ricerca Nutrafood, Centro Interdipartimentale di Ricerca Nutraceutica e Alimentazione per la Salute dell'Università di Pisa.

La caratterizzazione dei prodotti è stata effettuata utilizzando le Tabelle di composizione degli alimenti stilate dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell'economia agraria. I tre alimenti sono stati scelti in base al loro valore simbolico in Italia.

Come funziona Nutri-Score

Cinque lettere per cinque bollini colorati. Nutri-Score è il sistema di etichettatura nutrizionale a colori da apporre sulla parte anteriore della confezione dei prodotti (Front-of-pack) che da anni ormai divide l’Unione europea e i suoi stati membri. In Francia, dove è stato inventato, è adottato dal 2017 su base volontaria insieme al Belgio, la Germania, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. L’etichetta è composta da colori e da lettere, in una combinazione generata da un algoritmo sviluppato da un team di ricerca francese che mette in relazione le proprietà positive dei cibi o dei prodotti (contenuto di proteine, fibre e frutta, verdura, noci) e le proprietà negative (contenuto di energia, zuccheri, grassi saturi, sodio (parte del sale da cucina) per arrivare a un punteggio compreso tra -15 (scelta migliore) e +40 (peggiore).

Il “bollino” colorato francese sulla qualità nutrizionale dei prodotti si basa su una scala di 5 colori dal verde scuro al rosso e viene associato a lettere che vanno dalla A alla E per facilitare la comprensione del consumatore. Il colore e la lettera vengono assegnati sulla base di un punteggio che tiene conto, per 100 g o 100 ml di prodotto, del contenuto: in nutrienti e alimenti da favorire (fibre, proteine, verdura, legumi, olio di colza, noci e olive), e nutrienti da limitare (energia, acidi grassi saturi, zuccheri, sale).

Nonostante le numerose revisioni e messe a punto, le perplessità italiane sul Nutri-Score rimangono, in sede europea e non solo: l’algoritmo che attribuisce un colore e una lettera ai valori nutrizionali semplifica le informazioni sugli aspetti nutrizionali degli alimenti in modo ritenuto eccessivo. Inoltre considera gli alimenti come un mero complesso di ingredienti. Anche per questo l’Italia ha messo a punto una proposta alternativa di etichettatura Front of Pack, chiamata “Nutrinform Battery”.

Gli ideatori e i sostenitori dell’etichetta semaforica francese specificano che essa non nasce con lo scopo di confrontare tra loro alimenti di tipologie diverse, bensì per mettere a confronto alimenti diversi della stessa categoria: l’olio va paragonato con altri oli, la pizza va paragonata ad altre pizze e così via. Non avrebbe senso, insomma, dicono, paragonare un bicchiere di olio con uno di gassosa. Eppure, rispondono i critici, non si vede come il consumatore inesperto possa riuscire ad avere chiara questa differenza, se si prevede che nei suoi acquisti debba basarsi (per motivi di semplicità) esclusivamente su un’etichetta che, sull’olio e sulla gassosa, appare identica.

L’equipe di studiosi francesi che ha messo a punto il Nutri-Score, diretta da Serge Hercberg, epidemiologo e professore emerito dell’Université Sorbonne Nord di Parigi, continua a dichiararsi convinta della bontà del sistema.

Nel quadro della sua politica agroalimentare – la strategia “Farm to Fork” (Dal campo alla tavola) pubblicata a maggio 2020 – la Commissione europea ha promesso di rivedere tutta la legislazione europea relativa alla cosiddetta “Informazione alimentare ai consumatori” con una proposta legislativa al Parlamento europeo e agli Stati membri che coprirà tutte e quattro le tipologie di etichette alimentari: le etichette nutrizionali, etichette d’origine, indicazione della data ed etichette per le bevande alcoliche.

La parte più discussa in Unione Europea su questa iniziativa di riforma è quella sull’etichetta nutrizionale da apporre sulla parte anteriore della confezione dei prodotti, che il Governo vuole armonizzare a livello comunitario scegliendo un modello che sia uguale per tutti.

A fine 2022 l’Ue ha rinviato la decisione sull’obbligatorietà della nuova etichetta alimentare. Per il 2023 niente Nutri-Score per i prodotti italiani, ma la decisione è solo rinviata.

Download: “Il Nutri-Score e il dibattito europeo sull’etichettatura degli alimenti”

Le obiezioni a Nutri-Score

Il sistema Nutri-Score è strutturato considerando 100 g di cibo o 100 ml di bevanda analizzato. Elevato contenuto in frutta e ortaggi, fibra e proteina determina un punteggio elevato, mentre elevato contenuto in calorie, zuccheri, grassi saturi e sodio determinano un punteggio negativo in quanto fattori connessi con l’insorgenza di malattie.

L’algoritmo che attribuisce un colore e una lettera ai valori nutrizionali semplifica in modo ritenuto, secondo le principali critiche, eccessivo le informazioni sugli aspetti nutrizionali degli alimenti. E considera, inoltre, gli alimenti come un complesso di ingredienti.

In particolare:

  • Alcuni alimenti identificati come rossi (lettera E) vengono consumati in porzioni al di sotto dei 100 g. Uno fra tutti l’olio extravergine di oliva. È la dose a determinare l’eventuale incidenza negativa degli alimenti che, nelle adeguate proporzioni, possono far parte della dieta.
  • La dieta è un pool di diversi alimenti che deve essere valutata nel suo complesso e non il singolo alimento.
  • L’etichettatura degli alimenti dovrebbe tenere conto di aspetti importanti come le caratteristiche organolettiche, i costi ambientali necessari per la produzione dell’alimento, ma anche il legame culturale della zona di produzione.
  • Attenzione a considerare gli zuccheri e i grassi con un unico termine. Grassi e zuccheri devono far parte della dieta perché contengono molecole nutrizionali. Il Nutri- Score non fa distinzione tra zuccheri naturali e raffinati e tra grassi saturi o insaturi. Non vengono poi nominati gli additivi e gli edulcoranti che hanno solo lo scopo di esaltare la sapidità dell’alimento ma che non vengono considerati nel Nutri-Score.
  • Molti prodotti tipici della Dieta Mediterranea, riconosciuta nel 2010 dall’Unesco patrimonio orale ed immateriale dell’umanità per i suoi effetti sulla salute dell’Uomo, sono catalogati con la lettera C o D. È la quantità che determina l'aspetto negativo di un alimento.
  • Il sistema non considera tutte le molecole definite “funzionali” in quanto esercitano un effetto positivo sul mantenimento della salute umana e che sono così importanti nella dieta.
  • Il sistema non ha un impatto positivo sull’educazione alimentare dei giovani. Ne è un esempio la valutazione positiva, senza alcun grado di approfondimento, di Nutri- Score di una bibita gassata light.

La proposta italiana

Il “Nutrinform Battery” è un sistema di etichettatura FOP (“Front of Pack”) alternativo al Nutri-Score e ad altri sistemi “a semaforo”, messo a punto in Italia dal ministero della Salute, dal Mipaaf (ora Masaf, Ministero della Sovranità alimentare, dell’Agricoltura e delle Foreste), dall’Iss e dal Crea.

L’etichetta Nutrinform Battery rappresenta graficamente i valori nutrizionali degli alimenti in proporzione al fabbisogno medio e alla porzione consigliata, con una serie di batterie più o meno “piene” a seconda della quantità del macronutriente preso in considerazione.

Più complesso rispetto all’immediatezza del “semaforo” Nutri-Score, e forse in gran parte sovrapponibile alle tabelle nutrizionali già oggi obbligatorie, probabilmente il Nutrinform è anche più completo e in grado di cogliere le numerose sfumature che rendono i meri valori nutrizionali soltanto uno dei tanti fattori che formano uno stile di vita sano. Il Nutri-Score, invece, tenta una classificazione qualitativa difficile da stabilire numericamente e da sintetizzare in colori da semaforo, se si vuole davvero dare il giusto risalto a tutti gli elementi essenziali della salubrità o meno di un cibo, tra cui la porzione adeguata.

D’altro canto, chi non è convinto del sistema Nutrinform Battery sottolinea che ad oggi non esiste un concetto di “porzione” univoco per tutti gli Stati membri dell’Unione europea, mentre il Nutri-Score si basa sui 100 g o 100 ml per tutti. In effetti, le linee guida per l’alimentazione e la nutrizione elaborate dagli istituti superiori di ricerca dei singoli Paesi possono differire anche di molto tra loro, in ragione delle differenti tradizioni, usanze, produzioni alimentari. Tutti aspetti che vanno tenuti in grande considerazione nel proporre un sistema di etichettatura unico per gli alimenti mirato a indicarne la minore o maggiore salubrità (e quindi a consigliarne una minore o maggiore frequenza di consumo).

Da: “Il Nutri-Score e il dibattito europeo sull’etichettatura degli alimenti” - Scarica il report Withub-Public Policy