Nuclear power plant cooling towers, big chimneys beside Wheat field with partly cloudy sky in Kurdistan province, iran
Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. Ieri il presidente americano aveva minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se il Paese non avesse riaperto lo strategico Stretto di Hormuz entro questa sera. Ma, “sulla base del tenore e del tono di questi colloqui approfonditi, dettagliati e costruttivi, che continueranno per tutta la settimana” con Teheran, Trump ha dato istruzioni al dipartimento della guerra “di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni a condizione che gli incontri e le discussioni in corso abbiano esito positivo”. Il presidente, su Truth, fa sapere che ” gli Stati Uniti d’America e l’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, conversazioni molto positive e produttive riguardanti una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in medio oriente”.
Ma Teheran nega immediatamente l’esistenza di negoziati, con il ministero degli Esteri che afferma che le dichiarazioni del tycoon mirano proprio a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari. Trump non ci sta, e rilancia. “L’Iran vuole a tutti i costi raggiungere un accordo” e “i colloqui più recenti sono avvenuti ieri sera da parte di Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti”, dice a Fox Business. E ancora, definisce le discussioni “molto intense”, sottolineando che entrambe le parti vogliono raggiungere un accordo e di essere stato cercato da Teheran con cui addirittura sarebbero già stati raggiunti “importanti punti di accordo”, come la rinuncia da parte dell’Iran alle armi nucleari. Sullo sfondo, ma neanche troppo, rimane la questione dello Stretto di Hormuz, che secondo Trump potrebbe essere “aperto molto presto” se i colloqui diplomatici con l’Iran andassero bene e il controllo del canale potrebbe essere “congiunto”. Secondo alcune fonti, il leader iraniano “rispettato” con il quale Trump sostiene si stiano svolgendo i colloqui, che non è la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, sarebbe il presidente del parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf. Ma è lui stesso a negare tutto: “Non si sono tenuti negoziati con gli Stati Uniti e le fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele“, scrive su X. L’Iran esige “una punizione completa e severa per gli aggressori”, afferma ancora, sottolineando che che i funzionari iraniani “sostengono fermamente la loro Guida Suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo”. Ma nonostante le continue smentite dell’Iran, Trump va avanti imperterrito. E nel pomeriggio, durante un evento a Memphis, conferma che “c’è un dialogo aperto che è iniziato ieri sera e anche la sera prima e credo che stia andando bene. Loro vogliono la pace, sanno che non possono avere un’arma nucleare, si sono accordati su questo”. Anche perché, chiosa, “siamo sul punto di distruggerli e speriamo di non doverli distruggere del tutto“.
Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso di attacco alle coste o alle isole iraniane. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà, naturalmente e in conformità con la prassi militare, il posizionamento di vari tipi di mine navali, comprese mine galleggianti che possono essere rilasciate dalla costa, su tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste”, si legge nella dichiarazione diffusa dall’agenzia iraniana Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe di fatto in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo. Questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz, l’intero Golfo Persico risulterebbe praticamente bloccato, e la responsabilità ricadrebbe sulla parte che minaccia.” L’Iran ha consentito ad alcuni paesi amici, tra cui Cina, India e Pakistan, di attraversare lo stretto in sicurezza, ma lo ha di fatto chiuso agli altri attaccando navi e, a quanto pare, posando mine nel canale, causando una grave crisi nei mercati energetici globali.
Intanto l’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran” e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente.
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