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Acqua, rapporto Aubac: Strutturale scarsità idrica distretto Appennino centrale-2-

I mesi di gennaio e febbraio 2026 hanno portato precipitazioni eccezionalmente abbondanti su tutto il distretto, con anomalie del +190% nel Lazio, +146% in Umbria e +202% in Molise. Al 19 marzo 2026 la severità idrica distrettuale è classificata complessivamente bassa e il recupero è reale e misurabile. Ma gli indici a 24 mesi restano negativi in tutto il distretto: due mesi di piogge abbondanti non colmano sei anni di deficit accumulato.
All’evento di presentazione hanno partecipato figure istituzionali di primo piano. Dopo i saluti di Marco Villani, Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono intervenuti la Viceministro dell’Ambiente Vannia Gava e il Presidente della Commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli. Il confronto tecnico ha coinvolto Nicola Dell’Acqua, Presidente di Arera, Laura D’Aprile del Dipartimento Sviluppo Sostenibile del Mase, Barbara Marinali di Acea e Utilitalia, Massimo Gargano di ANBI e Mario Rosario Mazzola della Fondazione Utilitatis. Il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha partecipato con un videomessaggio dedicato a coesione, riforme e investimenti per la sicurezza idrica.
“Il 2025 ci consegna un dato inequivocabile: la siccità nel Distretto dell’Appennino Centrale non è più un fenomeno stagionale, ma una condizione strutturale che richiede una governance predittiva delle risorse idriche”, ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale dell’AUBAC. “Le piogge di inizio 2026 sono una buona notizia, ma non bastano a colmare anni di deficit. Il monitoraggio integrato — precipitazioni, temperature, livelli delle falde, indici di evapotraspirazione — è la base su cui costruire politiche idriche adeguate alla nuova normalità climatica del distretto. La vera sfida è costruire un sistema di governance che metta in connessione dati, competenze e decisioni. Il Rapporto che presentiamo oggi dimostra che gli strumenti conoscitivi ci sono: ora bisogna usarli in modo sistematico”, ha concluso Casini.
Per rispondere a questa nuova normalità climatica, il distretto ha identificato un portafoglio di oltre 500 interventi strutturali per 8,46 miliardi di euro nel periodo 2024-2030, destinati a nuovi invasi, riduzione delle perdite, riuso delle acque reflue e interconnessioni. Per la gestione predittiva del territorio, l’AUBAC ha implementato il Digital Twin del distretto — un gemello digitale che integra telerilevamento, GIS, modellistica idraulica e intelligenza artificiale per anticipare scenari di rischio e ottimizzare le decisioni di gestione.

redazione

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