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Agricoltura, al via in Camerun progetto ‘Innavet’ per occupabilità giovani

Parte ufficialmente a Yaoundé, in Camerun, il progetto InnAVET (Innovation of African VET in Agriculture), iniziativa internazionale dedicata al rafforzamento della formazione professionale agricola in Camerun, Mali e Burkina Faso. Il progetto, della durata di 36 mesi e co-finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea, è coordinato da Scuola Centrale Formazione insieme a partner di Italia, Spagna, Camerun, Mali e Burkina Faso. L’obiettivo è migliorare l’occupabilità dei giovani attraverso una formazione più vicina alle esigenze del mercato del lavoro e orientata all’agroecologia e alla sostenibilità.
Scuola Centrale Formazione è un’associazione riconosciuta dal Ministero del Lavoro come ente nazionale di formazione che da 50 anni opera nel settore della formazione professionale e della transizione al lavoro, con oltre 120 sedi operative distribuite in 13 regioni italiane, che coinvolgono annualmente oltre 30.000 allievi. Tra i partner coinvolti nel progetto INNAVET: Asociación Mundus, Efa Galicia, Proceffa, Intime, Centre Père Michel, Cfap-Kay e Pavoniani.
“Innavet nasce con i partner africani e punta a creare opportunità concrete per i giovani attraverso la formazione professionale”, ha dichiarato Lara Paone, Direttore Nazionale di Scuola Centrale Formazione (Scf). Per Benedetta Cassarini, Project Manager di SCF, “la collaborazione con il settore privato sarà fondamentale per allineare la didattica alle reali richieste del mercato agricolo”.



Julien Abratis, rappresentante dell’Unione Europea, ha sottolineato come «la formazione professionale sia decisiva per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, soprattutto in un settore agricolo in forte evoluzione».

Honoré Barka Koda, Presidente esecutivo di PROCEFFA, ha evidenziato «l’importanza dello scambio tra centri africani ed europei per rafforzare competenze tecniche e imprenditoriali».

Silvia Ganassi, Project Manager di Mundus, ha infine ricordato che «il progetto si baserà su un’analisi concreta dei bisogni formativi e delle richieste del settore privato».

redazione

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