La Commissione Europea ha proposto oggi una “revisione mirata” di alcune condizionalità contenute nel Regolamento sui piani strategici della Politica Agricola Comune (Pac) “per risolvere alcune difficoltà di attuazione”, ma in ogni caso “mantenendo e difendendo l’orientamento generale” della Pac concordata da Parlamento e Consiglio nel 2021 ed entrata in vigore nel 2023.
L’esecutivo Ue ha proposto di eliminare la destinazione di “una quota minima di terreno coltivabile ad aree non produttive” dallo standard 8 delle ‘Buone condizioni agronomiche e ambientali’ (Bcaa) – cioè terreni incolti – “pur mantenendo la protezione degli elementi paesaggistici esistenti”. Gli Stati membri sono invece tenuti a “istituire un eco-schema” che offra un sostegno agli agricoltori “per mantenere una parte dei terreni coltivabili in stato non produttivo o per creare nuovi elementi paesaggistici” (come siepi o alberi).
Sulla rotazione delle colture (standard Bcaa 7) la Commissione propone di consentire agli Stati membri di “aggiungere la possibilità di soddisfare questo requisito con la diversificazione delle colture“, un flessibilità che dovrebbe consentire agli agricoltori “colpiti da regolare siccità o di precipitazioni eccessive” di rispettare la condizione “in modo più compatibile con la realtà agricola”.
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