“Sono preoccupato rispetto allo scenario di incertezza dovuto a quello che ci circonda. Abbiamo avuto 80 anni di pace, ma con due guerre negli ultimi 4 o 5 anni, ciò che davamo per scontato non lo è più”. Così Ettore Prandini, al suo ottavo anno alla guida di Coldiretti, in una intervista a Il Corriere della Sera. “I costi sono esplosi con le guerre e con le scelte folli dell’Europa che aggiunge solo burocrazia. Siamo penalizzati dalla delocalizzazione favorita dall’Europa in tanti settori produttivi, pensiamo ai fertilizzanti. La logica dell’acquisto al minor prezzo ha portato alla chiusura di attività produttive interne e all’acquisto di prodotti provenienti da altri Paesi. Oggi i fertilizzanti e i concimi a base chimica hanno raddoppiato il prezzo, con l’aggravante del rischio di non riuscire a ottenerne la disponibilità. L’altra grande preoccupazione è legata alle risorse economiche, mai come adesso abbiamo bisogno di un’Europa forte che accompagni tutti gli Stati membri in una competizione globale. Ma la Commissione Ue non sta dando risposte a una situazione peggiore del Covid”, aggiunge. Prandini prefigura un Pnrr straordinario europeo: “Il piano dovrebbe favorire l’emissione di Eurobond, un nuovo debito comunitario vocato al sostegno delle economie europee, compreso il comparto agroalimentare. Un settore nevralgico perché è il primo per valore delle esportazioni verso altri continenti. Un grande piano per affermare la centralità della filiera agroalimentare. Il cibo non è una mera merce che genera valore economico, ma la garanzia per la sicurezza e la tenuta sociale dei nostri Paesi”.
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