La produzione di cereali nell’Unione europea è stimata a 262 milioni di tonnellate nella campagna 2026-2027, in calo del 9,6% rispetto all’anno precedente e del 4,7% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. È quanto emerge dall’outlook a breve termine della Commissione Ue, che evidenzia gli effetti delle ondate di calore estremo e della grave siccità sulle colture, in un contesto segnato da costi elevati dei fattori produttivi, tensioni commerciali e instabilità geopolitica. Il mais è la coltura più colpita, con una produzione prevista di 48,5 milioni di tonnellate, inferiore del 20% alla media quinquennale. Il grano tenero dovrebbe attestarsi a 124,2 milioni di tonnellate, con una flessione inferiore al 2% rispetto alla media, mentre l’orzo supera del 5% i livelli medi grazie anche a un raccolto record in Romania. La minore disponibilità interna dovrebbe portare le importazioni di mais a 25 milioni di tonnellate, 5,7 milioni in più rispetto alla campagna precedente. Le esportazioni nette complessive di cereali sono previste a 10,2 milioni di tonnellate, contro 18,1 milioni nel 2025-2026.
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