“Il prezzo del caffè al bar è aumentato del 24%, ma il costo dell’Arabica è cresciuto dell’80%, da circa 170 a oltre 300 centesimi di dollaro per libbra. Aziende come noi hanno assorbito gran parte dell’aumento”. Così a La Stampa Cristina Scocchia, ad di illycaffè spiega che quella che sta attraversando il caffè “è una tempesta profonda e prolungata”. Scocchia aggiunge: “Ogni azienda ha dovuto decidere quanto riversare a valle e quanto trattenere: noi abbiamo scelto di assorbire la maggior parte degli aumenti della materia prima, con ritocchi marginali del listino, e manterremo questa politica salvo scossoni imprevedibili. Da qui a Natale mi aspetterei una certa stabilità del prezzo della tazzina. Ma se energia, logistica e caffè verde resteranno a questi livelli ancora a lungo, l’anno prossimo è probabile un ritocco da parte di tutto il settore e quindi anche bar, hotel e ristoranti dovranno adeguare i prezzi”. Poi sottolinea che la speculazione “nell’ultimo anno ha pesato più del clima. Non ci sono stati fenomeni avversi tali da ridurre davvero l’offerta, eppure abbiamo visto picchi molto elevati. È lo scollamento tra finanza ed economia reale: la speculazione sul caffè verde è forte”.
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