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Asvis: Sviluppo sostenibile possibile solo con partecipazione giovani a vita democratica-2-

Il Position Paper ASviS su “La partecipazione democratica giovanile: problemi attuali e possibili soluzioni” pubblicato oggi, e predisposto dai gruppi di lavoro ASviS sul Goal 16 e sulle organizzazioni giovanili, mostra come l’Italia sia al 23° posto nella classifica mondiale del Global Youth Development Index, con una forte criticità nell’area della partecipazione politica e civica: il 42% della fascia 18-34 anni non ha votato alle elezioni politiche 2022, con picchi del 50% tra i giovani in condizioni di marginalità socioeconomica (fonte: Istituto Toniolo). Inoltre, il 77% dei 14-34 anni assegna un voto insufficiente ai partiti politici e il 74% dei giovani parteciperebbe più volentieri alla politica se ci fossero più giovani tra i protagonisti politici, ma l’età media degli eletti in Parlamento è cresciuta dai 47 anni della scorsa legislatura ai 51 anni di quella attuale. Ma la disaffezione per la politica non comporta un disimpegno rispetto alla società. Infatti, i giovani risultano più impegnati nella vita sociale rispetto al resto della popolazione, come segnalato dall’Istat, al punto che tale impegno coinvolge il 40% dei giovani di 14-19 anni a fronte di un valore di circa il 30% tra i 20-54 anni.

Per ridurre gli ostacoli alla partecipazione dei giovani alla vita politica l’ASviS propone una serie di riforme, tra cui quella di consentire, fin dalle prossime elezioni europee e amministrative il voto a distanza, che tra i Paesi dell’Ue non è consentito solo a Malta, Cipro e in Italia. Circa cinque milioni di cittadini, il 10% degli elettori, sono dei “fuori sede” e due milioni di loro impiegherebbe oltre quattro ore per recarsi alle urne. L’ASviS propone inoltre di aumentare e rendere stabili i fondi per il Servizio Civile Universale (150 milioni a partire dal 2024), visto che a fronte dei 72mila posti a bando nel 2023 sono state presentate 105mila domande e che circa 800mila giovani sono rimasti esclusi dal Servizio per indisponibilità di posti nel decennio 2010-2020. Per assicurare il rispetto del nuovo principio costituzionale, infine, l’ASviS propone di introdurre subito la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) delle nuove leggi, come previsto dal Disegno di legge per la semplificazione normativa approvato dal Governo il 5 dicembre 2023.

(segue)

redazione

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