“Avremo stamane i dati sull’inflazione di aprile, valuteremo. A marzo, nel primo mese di guerra, l’inflazione è cresciuta in Italia dello 0,5%, salendo all’1,6%, a fronte di una media europea del 2,8%. Quando giungemmo al governo, nell’ottobre 2022, l’inflazione era al 12,6%, falcidiava il potere d’acquisto delle nostre famiglie e dei nostri lavoratori. Siamo intervenuti subito con il decreto Trasparenza del gennaio 2023, poi con il ‘carrello tricolore’ di fine anno. Risultato: nel 2024 l’inflazione si è ridotta ad appena l’1%, nel 2025 all’1,5%, sempre e comunque sotto la media Ue. Questo ha contribuito al forte recupero del potere d’acquisto delle famiglie nel 2025, che è salito dello 0,9%. Dobbiamo continuare su questa strada. Ovviamente, tutto dipende dalla durata del conflitto: se perdurasse, le conseguenze sarebbero molto pesanti, non solo sull’inflazione ma anche sul sistema produttivo e quindi sul Pil”. Lo dice Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy in una intervista a La Stampa. E poi aggiunge sul rinnovo degli sconti: “Come preannunciato dal presidente del Consiglio, la priorità è ridurre l’impatto inflattivo, che si realizza anche con l’aumento del gasolio, con misure mirate e di maggiore efficacia, come evidenziammo sin dall’inizio, ben sapendo che navighiamo nell’incertezza. Il paradigma di questa epoca è il conflitto, che determina instabilità. Si naviga a vista, in un mare in tempesta, dobbiamo tenere la rotta”.
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