Ondate di calore, siccità, incendi e tempeste hanno provocato danni alle infrastrutture europee, interrompendo i trasporti e mettendo a rischio le forniture di energia e acqua. Nel 2026 il caldo estremo, aggravato dai cambiamenti climatici, è costato all’Unione europea almeno l’1% del Pil. È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dall’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea), che analizza le conseguenze degli eventi climatici estremi sulle infrastrutture critiche e indica le misure necessarie per rafforzarne la resilienza. La relazione, intitolata “Europe’s critical infrastructure under climate stress – lessons from 2026”, evidenzia come gli effetti degli eventi meteorologici si propaghino da un settore all’altro. La siccità ha ridotto i livelli del Reno, ostacolando il trasporto merci e le catene di approvvigionamento; in Portogallo, le tempeste hanno danneggiato le reti stradali, ferroviarie ed elettriche, mentre nell’Europa centrale e orientale il caldo e la scarsità d’acqua hanno messo sotto pressione la produzione di energia. Secondo le stime citate dall’Aea, il settore energetico rappresenta circa il 23% delle perdite economiche legate alla siccità in Europa, pari a circa 2 miliardi di euro all’anno. L’Agenzia sottolinea inoltre che le criticità possono coinvolgere contemporaneamente trasporti, energia, comunicazioni e risorse idriche, a causa delle interdipendenze tra le diverse infrastrutture.
(Segue)
Proseguono senza sosta al Mimit i lavori del tavolo sulla vertenza Electrolux, iniziati alle 19.00…
La crisi in Medio Oriente ha provocato una brusca contrazione dell'attività delle raffinerie mondiali nel…
La produzione statunitense di farina è scesa dell'1,3% su base annua nel terzo trimestre del…
I prezzi dell'elettricità sono aumentati in tutti i principali mercati europei nella settimana del 26…
Da un lato, c'è il prezzo del gas europeo che oggi ha invertito bruscamente la…
Gli ordini alle fabbriche statunitensi aumentano per il terzo mese consecutivo. A settembre le nuove…