Le emissioni di CO2 dell’Unione europea derivanti dai combustibili fossili sono diminuite del 2% nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un calo di 20,9 milioni di tonnellate a 1.040,8 milioni. La riduzione procede a poco più della metà del ritmo annuo del 3,6% necessario per raggiungere l’obiettivo climatico europeo al 2030. Secondo le stime, mantenendo l’andamento attuale, il livello previsto dal target sarebbe raggiunto soltanto nel 2034. È quanto emerge dal rapporto del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea), secondo cui le emissioni nel periodo gennaio-giugno sono rimaste 17 milioni di tonnellate sopra il percorso necessario per centrare l’obiettivo. Il contributo principale alla riduzione è arrivato dal petrolio utilizzato nell’industria e negli edifici, le cui emissioni sono scese del 10,8%, pari a 12,6 milioni di tonnellate. Il calo si è concentrato soprattutto tra marzo e giugno, dopo che la crisi nello Stretto di Hormuz ha limitato le forniture e spinto al rialzo i prezzi dei carburanti, mentre la produzione industriale è rimasta sostanzialmente stabile.
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