“Il rischio più immediato di questa ondata di protezionismo innescato dal presidente Trump è il caos. Non si può nemmeno parlare di una vera politica commerciale: è una macchina che genera incertezza. Nessun investitore, imprenditore o consumatore riesce a guardare avanti nemmeno di poche settimane. I mercati finanziari sono scesi, il dollaro ha perso valore e gli Stati Uniti sono passati dall’essere un rifugio sicuro a una fonte di instabilità per il resto del mondo”. Lo dice l’economista Dani Rodrik, docente alla Kennedy School di Harvard. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge: “La teoria, sostenuta da alcuni consiglieri di Trump è che il deficit commerciale americano sia causato da pratiche sleali dei partner commerciali e che imponendo dazi si possano costringere questi Paesi a importare di più dagli Usa e a esportare di meno. L’idea è che in questo modo si rilancerebbe la manifattura americana. Ma tutto questo è una fantasia”.
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