“Il punto di fondo è che servono politiche industriali, che fin qui sono mancate, anche perché per motivi ideologici se ne negava la ragion d’essere. E serve una sempre maggiore integrazione a livello europeo su questo fronte, prospettiva da sempre contrastata dai sovranisti”. Così Andrea Orlando, esponente del Pd. In un colloquio con la Stampa spiega quali sarebbero delle proposte concrete: “Sulle bollette insistiamo sul disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas, per non assecondare gli interessi speculativi. Poi si deve creare un grande fondo europeo come lo Sure e usarlo per gestire le transizioni delle aziende, potrebbe avere un impatto importante soprattutto per il settore automotive, al centro degli incontri qui in Piemonte”. Poi sui dazi dice: “Condividiamo l’impostazione spagnola, cioè l’uso degli introiti degli eventuali controdazi europei per sostenere le filiere più colpite. Poi i dazi vanno affrontati come uno stress test per la nostra struttura produttiva, uno stimolo ad affrontarne i limiti, dal trasferimento di tecnologia alla dimensione delle imprese. Bisogna anche aiutare le aziende a differenziare le loro esportazioni verso nuovi mercati e, infine, non si può eludere la questione della domanda interna, che è debolissima ed è connessa al tema dei salari troppo bassi ed erosi dall’inflazione”.
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