“Se dicessi che sono sostenibili sottovaluterei l’impatto. Rappresentiamo la realtà in modo corretto: qui non si sta parlando di dazi al 10% ma al 23,5. Dobbiamo tenere conto infatti anche della svalutazione del dollaro, pari al 13,5% rispetto all’insediamento di Trump. Un prodotto che un anno fa un’impresa italiana vendeva negli Usa a 100 oggi al nostro cliente americano costa 123”. Così Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, sui dazi al 10%. In una intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “Se la minaccia sono i dazi al 50% dal 9 luglio, ciò non significa che quelli al 10 siano sostenibili. Temiamo contraccolpi molto pesanti”. In concreto: “Con dazi al 10% nel 2026 rischiamo di perdere 20 miliardi export e 118 mila posti di lavoro. Il fatto è che l’Italia non esporta solo prodotti di lusso, con una domanda poco sensibile al prezzo: esportiamo soprattutto macchinari, mezzi di trasporto, pelletteria… non si può semplificare troppo”.
Fine settimana delicato per i metalli preziosi. L'oro cede lo 0,71% questa mattina e si…
Non si arresta il prezzo del petrolio. Questa mattina un barile di Brent viene trattato…
Cdp Equity plana nel capitale degli aeroporti italiani, uno dei settori infrastrutturali più strategici del…
"Quello delle telecomunicazioni è uno dei settori a più alto consumo di energia, nell’ultimo anno…
"L’industria delle telecomunicazioni investe in condizioni che nessun altro settore accetterebbe: da anni il costo…
E' stato pubblicato l'Emissions Gap Report delle Nazioni Unite, il rapporto annuale che misura la…