La maggiore spesa per la difesa può diventare un fattore rilevante per la crescita dell’area euro nei prossimi anni. Secondo l’analisi pubblicata dalla Bce nell’ultimo ‘Bollettino economico’, le risorse aggiuntive per la difesa già incorporate nelle proiezioni dell’Eurosistema aumenterebbero cumulativamente la crescita del Pil reale dell’area euro di 0,4 punti percentuali nel periodo 2025-2028, con l’effetto massimo nel 2026. L’impatto sull’inflazione è invece stimato in meno di 0,1 punti percentuali nello stesso periodo. L’analisi parte dall’aumento degli impegni europei per la spesa militare. Al vertice Nato del giugno 2025 i Paesi membri hanno assunto l’impegno a portare la spesa al 5% del Pil annuo entro il 2035, obiettivo confermato al vertice del luglio 2026. Il target comprende il 3,5% del Pil per la spesa militare e l’1,5% per altre attività legate a difesa e sicurezza. La Bce rileva inoltre che la spesa per la difesa nell’area euro si è ridotta in modo significativo nei tre decenni successivi alla fine della Guerra fredda, contribuendo a un sottoinvestimento nelle capacità militari e a una maggiore frammentazione della base tecnologica e industriale europea.
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