“Una Nato più europea diventerebbe una garanzia implicita di deterrenza contro la Russia”. Così Camille Grand, ex vicesegretario della Nato tra il 2016 e il 2022, oggi all’European Council on Foreign Relations. “Quando ero alla Nato, durante il primo mandato di Trump, paragonavo la situazione alle montagne russe. Abbiamo avuto momenti spaventosi ma alla fine Trump aveva riconosciuto che l’Alleanza “non era obsoleta”. Oggi il rischio di un deragliamento è molto più elevato. Basta vedere l’incertezza che circonda il vertice della Nato previsto per giugno. Di solito, due o tre mesi prima, gli americani fissano le priorità. Ora, non c’è nulla. Nessun messaggio chiaro su ciò che Trump o il suo team vogliono”, spiega in una intervista a Repubblica. E ancora: “Ciò che è unico e preoccupante oggi è la divergenza sugli interessi di sicurezza all’interno dell’Alleanza. Dal 1945 in poi, nonostante alcune crisi come la guerra in Iraq o il ritiro non coordinato dall’Afghanistan, americani ed europei hanno condiviso le stesse priorità strategiche. Oggi sull’Ucraina Trump prende decisioni senza consultare né coinvolgere gli europei”.
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