“A più di un anno di distanza dagli impegni presi — quando erano stati stanziati oltre 78 milioni di euro per il “rafforzamento della filiera industriale nazionale nel settore delle energie rinnovabili marine” — il quadro economico appare fortemente ridimensionato. Quel decreto ministeriale stabiliva chiaramente che gli interventi infrastrutturali (ammodernamenti, dragaggi e adeguamenti delle banchine) avrebbero consentito lo sviluppo di attività fondamentali quali la produzione, l’assemblaggio e il varo di componenti per impianti eolici galleggianti. Il ministro Pichetto Fratin ha subito reagito comunicando che quei fondi verranno ripristinati e non abbiamo dubbi che il MASE si impegnerà a trovarli, ma parallelamente il ministro potrebbe sostenere la nostra proposta di accostare a quelle risorse una piccola parte degli investimenti che il MEF si appresta a presentare all’Unione Europea nell’ambito delle misure di scostamento di bilancio. Quale miglior occasione abbiamo per utilizzare anche solo lo 0,5% dell’intero ammontare di 14 miliardi dedicati all’energia per presentare un piano porti italiano per l’eolico offshore. Ne potrebbero beneficiare anche Brindisi, Civitavecchia e altri siti portuali strategici”, ha proseguito Mamone Capria.
(Segue)
“In vista della Manovra, sviluppando un disegno di legge a mia prima firma depositato in…
"Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tali sofferenze che feriscono la dignità umana e…
"Mi è sembrato indispensabile affrontare, nella mia prima Lettera Enciclica, il tema dell’Intelligenza Artificiale, al…
La Commissione invita gli Stati membri a recepire integralmente i nuovi diritti che facilitano la…
La Commissione europea invita gli Stati membri a recepire le norme sul mercato dell'idrogeno e…
"Senza hub cantieristici portuali italiani, i galleggianti e gli assemblaggi di turbine per l’eolico offshore…