“Nell’ultimo mese c’è stato un recupero medio del 50% dei flussi attraverso Hormuz che ha liberato volumi, ma non ha ridotto i prezzi perché sono aumentati i noli e i costi assicurativi. Il risultato è uno zoccolo di venti-trenta dollari al barile di costi aggiuntivi, mentre America, Cina ed Europa hanno rilasciato riserve strategiche per far fronte all’emergenza”. Lo dice Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, in un videomessaggio inviato al Forum Coldiretti in corso a Roma.
“Oltre al problema del greggio – insiste – l’Europa ha una doppia debolezza: la mancanza di risorse naturali e la carenza di prodotti raffinati. Sono state chiuse più di trenta raffinerie in Europa, di cui sei in Italia, per una combinazione di fattori normativi e per una visione troppo ottimistica della globalizzazione. Oggi ne subiamo le conseguenze e diventiamo ostaggi di chi ha avuto una visione diversa del futuro”, conclude.
Il gas naturale arretra dopo aver superato la soglia dei 90 euro/MWh, ai livelli più…
Il petrolio arretra dopo il balzo del mattino, con il Brent in calo del 2,6%…
La Regione Piemonte ha aperto la Sala operativa della Protezione civile nella sede di corso…
"Se guardiamo al nostro sistema energetico europeo e globale, già prima della crisi degli ultimi…
"L'obiettivo è continuare e rafforzare il percorso di sviluppo e trasformazione del sistema ferroviario italiano…
Servono tra 30 e 60 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all’anno entro il 2030…