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Energia, Jorgensen: Riapertura Hormuz non farà scendere le bollette

“Spero vivamente che ci sia un’apertura duratura dello Stretto di Hormuz e che questo porti alla ripresa dei flussi di petrolio e di gas. Ma una cosa è certa, anzi due. La prima è che dobbiamo trarre alcune lezioni da questa esperienza: bisogna accelerare con la transizione per ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. E la seconda è che, anche con un’apertura immediata dello Stretto, ci vorrà comunque del tempo prima di tornare alla normalità. Per il petrolio qualche mese, per il gas probabilmente qualche anno. Perché molte infrastrutture sono state danneggiate in modo serio”. Lo dice il commissario europeo all’Energia in una intervista a La Stampa, avvertendo che i prezzi del petrolio, e soprattutto quelli del gas, sono destinati a rimanere alti ancora a lungo. E invita i governi ad accelerare con il processo di elettrificazione perché questa crisi ha dimostrato che, anche in termini di costi energetici, “il Green Deal non è il problema, ma anzi rappresenta la soluzione”.
Jorgensen poi spiega: “Prima di tutto bisogna tener presente che non siamo ancora usciti dalla crisi, che ha colpito in modo diverso le aree del mondo. Noi abbiamo speso, mediamente, 645 milioni di euro in più al giorno in energia dall’inizio del conflitto. Certo, rispetto al 2022 e rispetto ad altre regioni del mondo siamo più preparati. Ma ci sono effetti che non abbiamo ancora visto perché non sono stati ancora considerati nei prezzi, nel campo dell’energia, ma anche dei fertilizzanti. Continueranno a colpirci in futuro”. E ancora sul ritorno alla normalità: “Per quanto riguarda il petrolio, spero un periodo più vicino ai due mesi che all’anno. Ovviamente anche in questo caso le infrastrutture sono state danneggiate, ma possono essere riparate rapidamente. Ma bisogna considerare anche i tempi per il trasporto, quindi le cose non si sistemeranno domani mattina. Per il gas, invece, credo un paio di anni. Questo non vuol dire che non riceveremo nulla nel frattempo, ma i danni agli impianti, soprattutto in Qatar, sono molto gravi e servirà del tempo per tornare alla normalità”. I prezzi sono destinati a rimanere alti: “Penso e spero che questa crisi sia stata un campanello d’allarme per qualcuno e che si possano trarre delle lezioni per la nostra strategia di elettrificazione. I segnali di prezzo, che possono stimolare la transizione, resteranno alti anche nei prossimi anni”.

redazione

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