“Quanto accaduto è di una gravità inaudita. Come emerge, purtroppo – e lo dico da uomo che crede tanto nello Stato – dai documenti che sono stati pubblicati oggi da alcuni quotidiani e che dimostrano che la procura ha detto il falso”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della sua partecipazione a Fabriano all’evento ‘La creatività come base del cambiamento: Mole Urbana e la nuova mobilità italiana’ organizzato dalla startup MUFabriano, in merito al sequestro dell’altoforno 1 deciso dalla magistratura. “Pochi giorni fa – ripercorre il ministro – c’è stato un incidente in uno degli altoforni della siderurgia di Taranto che la Procura ha deciso di mettere sotto sequestro probatorio con l’inibizione all’uso dell’impianto, senza però autorizzare quegli interventi assolutamente necessari che, sin dal primo momento, i responsabili dell’altoforno avevano ritenuto ed evidenziato come indispensabili, come emerge anche nell’atto del sequestro delle 5:00 di mattina”. “L”impianto è compromesso – ha spiegato il ministro – La cosa più grave è che per giustificare questa decisione, qualche giorno dopo, la Procura ha affermato, in un comunicato ufficiale, che nessuno aveva mai chiesto questa tipologia di intervento. I documenti che sono emersi in queste ore dimostrano il contrario”. “Io mi appello al concorso di tutti – ha concluso -Tutte le istituzioni devono assolutamente collaborare con piena lealtà istituzionale. Come in questo caso, purtroppo, non è clamorosamente avvenuto. Ne pagheranno il costo, purtroppo, la produzione, la possibilità di rilanciare lo stabilimento, ma anche migliaia e migliaia di lavoratori di Taranto, della sua filiera siderurgica e dell’indotto”.
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