Secondo gli analisti, rinunciare alle turbine eoliche, come sostenuto dalla candidata presidenziale Marine Le Pen, non è un’opzione se la Francia vuole assicurare il suo approvvigionamento energetico e combattere il riscaldamento globale. Le energie rinnovabili, in particolare le turbine eoliche, sono un forte punto di divergenza tra i due finalisti presidenziali. Emmanuel Macron difende “la moltiplicazione per 10 della nostra energia solare e la realizzazione di 50 parchi eolici in mare entro il 2050”. D’altra parte, vuole rallentare l’eolico onshore, limitandosi a raddoppiare le capacità (cioè circa 40 gigawatt), e in 30 anni piuttosto che in 10 anni.
Marine Le Pen propone nel suo programma “una moratoria sulla costruzione di ogni nuova turbina eolica, a terra o in mare” a partire da questa primavera, e l’inizio graduale del loro “smantellamento”. Ma questa promessa si scontra con tutti gli scenari di transizione energetica: anche se il nucleare viene rilanciato, sarà necessario un massiccio boom delle rinnovabili se la Francia vuole rimanere all’interno dell’accordo di Parigi sul clima.
(AFP)
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