“La novità assoluta di questo G7 è che gli Stati Uniti sono sempre più isolati”. Lo dice il politologo francese Yves Mény, il quale sostiene di non “aspettarsi granché da questi summit di Paesi occidentali a causa delle crescenti divergenze di interessi, di idee e interessi in questioni cruciali come quelle riguardanti la guerra in Ucraina o le relazioni con la Cina”. In una intervista a La Stampa aggiunge: “L’obiettivo del G7 è quello di trovare un consenso sui grandi problemi internazionali, ma ad oggi il contrasto tra Donald Trump e gli altri partecipanti al summit è talmente forte che la possibilità di arrivare ad un’intesa è pressocché nulla. Il meccanismo che fa funzionare il Gruppo dei sette sembra essersi inceppato. Si può giusto sperare di avanzare in qualche dossier. Certo, l’attuale presidente americano non rimarrà per sempre in carica e questo tipo di riunioni potrebbero tornare necessarie per, lo dico tra virgolette, governare la mondializzazione o per trovare degli accordi commerciali. L’interesse di questi incontri mi sembra comunque molto limitato”.
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