In vista del Consiglio europeo che prenderà il via domani a Bruxelles e durante la discussione tra i leader si intensificheranno le pressioni politiche dall’Italia e degli altri 15 Stati membri più favorevoli al price cap sul gas (Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna a cui di recente si è unita anche Cipro) per dare il senso dell’urgenza e per attuare misure più stringenti per andare a incidere sull’andamento dei prezzi. E’ quanto si apprende a Bruxelles da fonti diplomatiche dell’Ue alla vigilia del Consiglio europeo in programma domani e venerdì nella capitale belga, l’ultimo di Mario Draghi alla guida dell’esecutivo italiano. “Il fatto che Ue stia agendo in maniera più unitaria e accelerata, ha avuto un impatto positivo anche sui mercati”, ha riconosciuto la fonte, e da qui la pressione politica degli oltre 15 Stati membri per dare un segnale “di urgenza e unità” nella risposta alla crisi “che è anche il primo segnale di credibilità e autorevolezza dell’Ue”.
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