“La prima preoccupazione è l’energia, un settore che conosco bene essendo stato per dodici anni nel consiglio di amministrazione dell’Eni. Il problema non è soltanto l’aumento abnorme, che metterà fuori mercato molte aziende, ma la disponibilità. Anche il retail vive di elettricità e gas. Il settore teme i razionamenti e le misure di risparmio energetico che potranno essere decise, come la chiusura anticipata alle 19 che porterà a un calo dei consumi, o le insegne spente e le limitazioni ad aria condizionata e riscaldamento. Il retail è un’area di accoglienza: dalle librerie ai centri commerciali, deve dare comfort al cliente”. Così Mario Resca, presidente di Confimprese un’associazione che riunisce 350 marchi commerciali con 40 mila punti vendita e 660 mila addetti. Nell’interista al Corriere della sera ha parlato di “economia di guerra” e ha chiesto come misura d’urgenza “la conferma del credito d’imposta. A settembre scade il decreto e bisogna che la misura sia rifinanziata. Ma questo adesso non basta più”.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è al lavoro per…
L'intesa preliminare con la Commissione europea sul decreto Bollette c'è. L’accordo, frutto di un confronto…
Per quanto riguarda il prezzo del carbonio e l'ETS "a luglio abbiamo presentato la nostra…
Sulla questione dell'energia "le famiglie e l'industria pagano il prezzo della guerra che è molto…
"Per il medio termine è importante che per quanto per il tempo che l'Europa dipenderà…
"Sostenere l'Ucraina è più importante che mai, tanto più che Mosca sta intensificando le sue…