“La decisione del parlamento europeo di estendere la clausola di salvaguardia sulle importazioni dall’Ucraina ad altri settori a partire da quello cerealicolo, quindi al grano, e ampliare il periodo di riferimento includendo nelle annualità anche l’anno precedente all’attivazione delle misure di liberalizzazione è una scelta corretta e responsabile che garantisce maggiore tutela delle filiere più strategiche, a partire dai produttori e dai consumatori, e stabilità di mercato”. Lo afferma Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, in occasione del voto del Parlamento Europeo sulle misure commerciali autonome (Atm) nate per facilitare le esportazioni dall’Ucraina verso l’Unione europea. E continua: “siamo e saremo come Italia sempre in prima fila a sostenere l’Ucraina ma non è corretto far pagare il prezzo di tutto ciò ai nostri produttori agricoli con un crollo totale delle quotazioni di tale prodotto immesso sul nostro mercato”.
“Non viene inoltre ricordato abbastanza – dice Scordamaglia – che, sempre di più, la produzione agricola Ucraina non è in mano, come si può immaginare, a tanti piccoli agricoltori ma è fatta di proprietà estremamente estese sempre più in mano a fondi speculativi”. E conclude “bisogna quindi intervenire aiutando e sostenendo i piccoli produttori ucraini, senza però danneggiare la nostra filiera agroalimentare attraverso meccanismi che favoriscano l’esportazione diretta di tali prodotti verso paesi terzi che ne hanno invece un gran bisogno e contrastando fenomeni speculativi ”.
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