L’inflazione alimentare nell’Eurozona rischia di tornare a salire sensibilmente nel 2027, dopo il rallentamento degli ultimi mesi. La Banca centrale europea prevede un’accelerazione fino al 3,4% nel terzo trimestre del prossimo anno, con i costi energetici e gli effetti delle condizioni meteorologiche estreme destinati a trasferirsi lungo la filiera agroalimentare. È quanto emerge da un’analisi pubblicata oggi sul blog della Bce, firmata da Elena Bobeica, Gerrit Koester, Friderike Kuik e Christiane Nickel.
Dopo essere scesa dal 2,6% di gennaio all’1,1% di agosto 2026, l’inflazione alimentare è risalita all’1,3% a settembre. Nello stesso periodo, l’inflazione complessiva dell’area euro è aumentata dall’1,7% di gennaio al 3,8% di settembre, soprattutto per il rincaro dell’energia, che ha portato l’inflazione energetica al 18,9%. Secondo gli economisti della Bce, il recente rallentamento dei prezzi alimentari riflette soprattutto fattori favorevoli del passato, tra cui i buoni raccolti europei del 2025 e la discesa delle quotazioni internazionali di prodotti come caffè, tè, cacao e zucchero. Questi effetti stanno però perdendo forza, mentre aumentano le pressioni sui costi di produzione.
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