“Gli islandesi hanno dimostrato di avere due paure. Da una parte quella di far parte di un’unione dove non sarebbero riusciti ad avere lo stesso peso di Stati molto più importanti del loro, dall’altra quella di essere trascinati all’interno dei conflitti commerciali, politici e forse militari dell’Europa”. Lo dice in un colloquio con La Stampa Bernard Guetta, il giornalista ed eurodeputato francese membro del gruppo Renew secondo cui “nessuno oggi può allontanarsi dai problemi del mondo”. Guetta poi aggiunge: “Mi sembra più una sconfitta per gli islandesi, che sono stati vittime di quei timori. Si potrebbe parlare di disfatta per l’Ue se la Moldavia, l’Ucraina, i Balcani occidentali e la Serbia non bussassero in continuo alle porte di Bruxelles chiedendo di diventare membri. Oggi l’Ue continua ad attirare Paesi che vogliono costituire un fronte comune contro la rinascita degli imperi”. E ancora: “I più preoccupati per l’esito del referendum sono gli abitanti della Groenlandia, perché si ritrovano ancora più isolati. Gli islandesi avrebbero fatto meglio a seguire l’esempio del Canada invece di prendere quella decisione, che è stata perfettamente democratica. Una vittoria del SI sarebbe stata molto sgradevole per Trump, ma l’Islanda non ha voluto scegliere l’Europa”.
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