L’Usgs (United States Geological Survey) ha rivisto la prima interpretazione del segnale sismico registrato durante la devastante alluvione al confine tra Nepal e Tibet. Inizialmente l’istituto aveva indicato un terremoto di magnitudo 4,4 a circa 25 chilometri dal confine (55 km a nord ovest del villaggio di Kodari, in Nepal), ma ulteriori analisi delle onde sismiche a lungo periodo hanno stabilito che l’energia era stata generata dalla frana. La nuova valutazione ridimensiona quindi l’ipotesi che un terremoto possa avere innescato il distacco della massa di ghiaccio e roccia che ha provocato l’improvvisa piena. Resta da chiarire quale sia stata la causa del dissesto in quota che ha preceduto l’evento.
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