Il proseguimento dei negoziati Usa-Iran e il calo delle forniture russe all’Iran attenuano ulteriormente le preoccupazioni sull’approvvigionamento di greggio e di conseguenza frena l’aumento dei prezzi. Al momento i due benchmark occidentali sono stabili: il Brent europeo si attesta a 68,3 dollari/barile (+0,3%) mentre il Wti statunitense sale dello 0,4% a 63,76 dollari. A incidere è anche l’annuncio della ripresa totale del giacimento petrolifero di Tengiz (Chevron): secondo alcune fonti ha recuperato il 60% della produzione massima e tornerà a pieno regime il 23 febbraio.
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