Il petrolio torna a salire, con il Brent a 111 dollari al barile, in rialzo del 2%, e il Wti che guadagna il 2,2% e torna a quota 100 dollari. A sostenere le quotazioni sono le tensioni nel Golfo, dove si sono verificati nuovi attacchi contro navi mercantili, e lo stallo diplomatico sulla guerra con l’Iran, che alimentano i timori di interruzioni delle forniture. A spingere i prezzi contribuisce anche il calo delle scorte statunitensi di greggio e prodotti petroliferi comunicato dall’Api. Nella seduta precedente il Brent aveva raggiunto nuovamente il livello più alto degli ultimi cinque mesi e il Wti il massimo da sei mesi, per poi ripiegare dopo segnali di possibili iniziative di mediazione. Secondo gli analisti, anche indizi preliminari di un aumento dell’offerta o di progressi diplomatici da parte del Qatar sono stati sufficienti a spingere gli operatori rialzisti a realizzare profitti. La distensione, tuttavia, resta incerta: secondo l’agenzia iraniana Nournews, Teheran ha comunicato al capo dell’esercito pachistano che non avvierà colloqui con Washington finché le proprie richieste “non saranno soddisfatte”.
Il decreto con cui il giudice concede l’esdebitazione al debitore incapiente è soggetto all’imposta di…
“La Procura farà il suo lavoro, come è legittimo che sia. Se c'è un'inchiesta in…
I deputati europei, riuniti in plenaria a Strasburgo, hanno votato per sbloccare aiuti per un…
La componentistica automotive italiana ha chiuso il 2025 con un fatturato di 53,455 miliardi di…
Sui carburanti "c'è una trattativa in corso, il governo ha messo a disposizione 480 milioni…
L'Enav ha diffuso un notam avvertendo le compagnie aeree che a causa della protesta degli…