Il petrolio torna a scendere dopo il rimbalzo delle ultime ore, con il Brent a 101,7 dollari al barile, in calo del 3%, e il Wti a 93,6 dollari, in flessione del 2,8%. I prezzi restano condizionati dall’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e dalle prospettive dei negoziati per un accordo. Il Brent era risalito sopra i 106 dollari al barile, recuperando parte delle perdite della seduta precedente, dopo le notizie di un attacco statunitense all’isola iraniana di Qeshm. L’episodio, secondo le ricostruzioni, si inserisce in una serie di operazioni militari limitate condotte da Washington mentre proseguono i contatti diplomatici. Lunedì il benchmark internazionale aveva perso oltre il 7%, in seguito ai segnali di progressi nei colloqui tra Washington e Teheran, che avevano attenuato i timori di nuove interruzioni delle forniture. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che “la palla è nel campo degli Stati Uniti” per un possibile accordo volto a porre fine al conflitto. Il presidente americano Donald Trump, in un messaggio sui social, ha invece sostenuto che Teheran sarebbe “ansiosa” di raggiungere un’intesa il prima possibile.
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