Il petrolio arretra dopo il balzo del mattino, con il Brent in calo del 2,6% a 116,6 dollari al barile e il Wti in flessione del 2,7% a 95,8 dollari. Sulle quotazioni pesano le prese di profitto dopo la corsa dei prezzi, mentre restano al centro dell’attenzione le tensioni in Medio Oriente e i rischi per il transito delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz. Sul fronte diplomatico, il Qatar ha ribadito il sostegno “a tutti gli sforzi volti a ripristinare la libera navigazione attraverso Hormuz”, mentre proseguono le attività di mediazione tra Stati Uniti e Iran. Nel corso del briefing settimanale del ministero degli Esteri, il direttore dei media e della comunicazione, Ibrahim bin Sultan Ibrahim al-Hashmi, ha affermato che non può esserci una soluzione militare al conflitto. Le dichiarazioni di Doha arrivano mentre la sicurezza dei transiti nello Stretto resta un elemento cruciale per le prospettive dell’offerta globale di petrolio e per l’andamento dei prezzi.
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