Il Brent sale del 2,3% a 99,16 dollari al barile, mentre il Wti guadagna il 3,4% a 94,46 dollari, sui timori di nuove interruzioni dell’offerta dopo gli attacchi contro impianti energetici in Arabia Saudita. Secondo quanto riferito dalle autorità di Riad, gli attacchi – attribuiti ai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran – hanno provocato oltre 70 feriti e imposto lo stop alle operazioni in alcuni impianti. Nel mirino anche la raffineria di Jazan, da 400mila barili al giorno. Le tensioni restano elevate anche nello Stretto di Hormuz. A sostenere il mercato sono anche gli acquisti di greggio della Cina, aumentati ad agosto.
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