“Inizia male il terzo trimestre” del 2026. E’ quanto emerge dai dati della congiuntura flash di Confindustria di luglio. “La guerra in Iran è riesplosa a luglio e l’incertezza sui prossimi sviluppi è massima: ne ha risentito subito il prezzo del petrolio – prosegue l’analisi -. Dopo aver già frenato il Pil italiano nel secondo trimestre, gli impatti della guerra si allungano ora anche sul terzo. L’inflazione resterà alta per un po’ e il canale del credito si sta irrigidendo. L’industria perde colpi dopo mesi di shock, gli investimenti frenano. I servizi si stabilizzano, grazie al rapido recupero del turismo estero, ma non crescono”. Per il Centro studi delle imprese “la nuova escalation militare tra Usa e Iran ha causato una caduta dei transiti di navi per lo Stretto (32% a metà luglio). Il prezzo del Brent, perciò, ha ripreso a salire (91 dollari al barile il 21/7), dopo una significativa discesa a giugno (a 72): di nuovo ben sopra i livelli di febbraio (69 in media), sebbene sotto il picco di maggio (104). Anche il prezzo del gas, che non è mai sceso vicino ai livelli di febbraio (33 euro/Mwh in media), ha virato nuovamente al rialzo (60 euro)”. (Segue)
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