A settembre, l’inflazione nel Regno Unito è salita più del previsto, raggiungendo il 3,5%, a seguito di un’impennata dei prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente, che ha spinto il costo del gasolio oltre le 2 sterline al litro. Rispetto al mese precedente il rialzo è stato dello 0,4%, a fronte dello 0,5% registrato in agosto e di un progresso dello 0,3% previsto.
Si tratta di una battuta d’arresto per John Healey, a una settimana dal suo primo bilancio in qualità di Cancelliere: l’Office for National Statistics ha reso noto che l’inflazione su base annua è aumentata rispetto al 3,1% di agosto. Gli economisti avevano previsto una crescita dell’indice dei prezzi al consumo al 3,4%.
I prezzi di petrolio e gas sono schizzati verso l’alto dalla fine di febbraio, quando gli Stati Uniti e Israele hanno dato il via al conflitto contro l’Iran. Da allora, la sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz al transito della maggior parte dei combustibili fossili ha fatto volare il prezzo del greggio Brent ben al di sopra dei 100 dollari al barile. A destare preoccupazione è il timore che l’inflazione possa superare il 4% il prossimo anno – più del doppio dell’obiettivo fissato al 2% – man mano che l’aumento dei costi di petrolio e gas si rifletterà su una gamma più ampia di beni e servizi, inclusi il trasporto commerciale e il riscaldamento domestico.
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