Torna la pioggia, anche al nord in piena emergenza siccità, e la produzione agricola nazionale tira un sospiro di sollievo. Anche se in cinque regioni – Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna – è già scattata l’allerta gialle per il maltempo. La perturbazione che sta attraversando l’Italia dovrebbe portare ristoro ai bacini idrici che, da oltre tre mesi, sono a secco. I rischi, però, non mancano. Per combattere la siccità ed essere di sollievo alle campagne, la pioggia, dice Coldiretti, “deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa”. I temporali previsti, quindi, rischiano di fare ulteriori danni “poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti”.
La pioggia diventa ora fondamentale per salvare il 30% della produzione agricola nazionale, in particolare quella di pomodori da salsa, frutta, verdura e grano e gli allevamenti nella Pianura Padana. Qui il Po fa registrare un livello idrometrico di 3,4 metri sotto la media e i grandi laghi hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6, come nel Lago di Como al 28% del Maggiore.
“La siccità, che distrugge le coltivazioni e favorisce i roghi, è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana – rileva la Coldiretti – con un danno stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. I cambiamenti climatici hanno modificato soprattutto la distribuzione sia stagionale sia geografica delle precipitazioni anche se l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto”.
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