“L’addio di Tavares? Un grande sollievo. Ha combinato solo disastri per l’Italia e per il gruppo Stellantis nel suo complesso. Ho reiterato la richiesta alla proprietà, al presidente John Elkann, di riferire subito in Parlamento sui piani industriali dell’azienda. Il Paese non può aspettare fino a metà 2025 il successore di Tavares per tornare al dialogo”. Così Carlo Calenda, leader di Azione. “Una strategia disastrosa per tutti. Ha puntato su macchine costose e solo sull’elettrico chiedendo incentivi a tutto spiano – prose geu nell’intervista a Il Corriere della Sera -. Marchionne riportò produzioni in Italia senza chiedere un euro. Lui invece per abbassare i costi ha portato i marchi italiani nelle fabbriche low cost: Alfa Romeo in Polonia, Fiat Panda in Serbia, Topolino in Marocco, chiedendo ai nostri fornitori di spostare la componentistica all’estero. Nell’audizione in Parlamento mi hanno colpito la sua vaghezza e l’impreparazione: i prezzi si fanno dopo che hanno prodotto le auto, ci diceva. Una roba mai sentita. Ora si volti pagina, riprendiamo il dialogo con la proprietà”. Calenda attacca ancora: “Il governo deve creare le condizioni affinché la produzione di auto sia economicamente sostenibile: serve un piano di incentivi stabili, possibilmente per l’acquisto di auto prodotte in Europa, sennò facciamo il gioco della Cina. E incentivi non solo per l’elettrico: dobbiamo svecchiare il parco auto. Poi va fatto un pressing collettivo per modificare la normativa Ue: già nel 2025 un quinto della produzione dovrà essere elettrica. Ma se non c’è mercato si va a sbattere”.
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