Il sentiment dei consumatori statunitensi ha confermato i dati di inizio mese e ha registrato un calo di circa 3 punti rispetto al mese scorso (-5%), pur rimanendo al di sopra dei bassi livelli registrati ad aprile e maggio di quest’anno. L’indice si è attestato a 55,1 a settembre dai 58,2 di agosto, sotto le attese dei mercati (55,4). Secondo l’ultima indagine dell’Università del Michigan, sebbene il calo di settembre sia stato relativamente modesto, ha comunque interessato un’ampia fascia della popolazione, suddividendola in gruppi per età, reddito e istruzione e in tutte e cinque le componenti dell’indice. “A livello nazionale, non solo le aspettative macroeconomiche sono diminuite, in particolare per quanto riguarda il mercato del lavoro e le condizioni aziendali, ma anche le aspettative personali, con un peggioramento delle prospettive per i propri redditi e le proprie finanze personali”, spiega Joanne Hsu, direttrice Sondaggi sui consumatori dell’Università del Michigan. “I consumatori continuano a esprimere frustrazione per la persistenza dei prezzi elevati, con il 44% che afferma spontaneamente che i prezzi elevati stanno erodendo le proprie finanze personali, il dato più alto in un anno. Le interviste di questo mese evidenziano il fatto che i consumatori avvertono la pressione sia della prospettiva di un’inflazione più elevata sia del rischio di un mercato del lavoro più debole”.
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