“Le difficoltà di mercato e il rallentamento dei consumi sono evidenti. Ma ci sono solo due strade per affrontarli: rilanciare oppure abbandonare il campo. Alcuni sono per gettare la spugna, uscire dal settore rottamando i vigneti ed essere assistiti in questo percorso con fondi pubblici. Noi siamo per rilanciare la sfida privilegiando chi vuole fare impresa rispetto a chi ha come prospettiva solo il prepensionamento”. È il messaggio del presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi. Come riporta il Sole 24 Ore, Frescobaldi dice: “L’Italia è l’unico Paese che, senza stravolgere il proprio portafoglio clienti, ha visto uno straordinario cambio del mix dell’offerta, con lo spumante che è passato in dieci anni da una quota del 7% della produzione totale al 25% di oggi. Questo ha consentito di accrescere le quote di mercato laddove altri competitor le stavano perdendo. Inoltre, siamo passati dall’essere anonimi fornitori di vino sfuso a produttori di vini di fascia media-alta. Come avvenuto in Francia dove nel corso degli ultimi 20 anni il nostro export di vino in cisterna è passato dal 93% delle spedizioni al 36% mentre parallelamente le vendite di vino imbottigliato sono aumentate del 120%”. E ancora sulla Ue: “Ci aspettiamo politiche di apertura commerciale da parte di un’Unione europea forte, in grado cioè di garantire un ambiente favorevole allo sviluppo dell’impresa e agli investimenti sulla promozione del vino sui mercati esteri. Ci aspettiamo politiche pro-commercio che spingano alle aperture e non atteggiamenti improntati alla paura e alle restrizioni, come avvenuto di recente nel caso del Mercosur”.
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