This screen grab taken from AFPTV video footage shows emergency crews battling a fire that broke out at a pavilion inside the venue of the COP30 UN Climate Change Conference in Belem, Para state, Brazil, on November 20, 2025. A fire erupted at a pavilion inside the venue of the UN's climate talks in Brazil on Thursday, prompting panicked delegates to run for the exits, AFP journalists said. Emergency crews rushed to try to put out the blaze as smoke engulfed the corridor. (Photo by AFPTV / AFP)
(Copyright immagini fotografiche e video: Andrea Grieco di Ecco)
Mentre i negoziati vanno avanti, a metà del penultimo giorno, intorno alle 14 ora locale (le 18 in Italia), un incendio interrompe bruscamente i lavori della Cop30 di Belém, in Brasile. Le fiamme divampano all’improvviso nella zona B, proprio di fronte al Padiglione Italia, scatenando il panico tra le delegazioni. “Eravamo lì, abbiamo sentito un grosso botto e poi le fiamme si sono sviluppate molto velocemente, partendo da uno dei padiglioni africani”, racconta a GEA Andrea Grieco di Asvis.
I capannoni dell’Onu vengono evacuati subito dopo dalle forze di sicurezza, mentre i corridoi si riempiono di fumo acre. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, aveva lasciato la delegazione da poco, per visitare l’installazione Aquapraca, nella baia. Il perimetro dell’area viene circondato, i vigili del fuoco domano le fiamme senza imprevisti e senza riscontrare feriti.
L’incendio “è già sotto controllo, i vigili del fuoco dello Stato di Parà sono sul posto”, spiega poco dopo il ministro del Turismo brasiliano, Celso Sabino, alla tv nazionale. Un’ora dopo, il controllo dell’edificio passa nelle mani del Brasile e non viene più considerato come zona blu, per consentire le indagini.
I lavori della Cop dovrebbero concludersi venerdì. Nella notte di ieri, l’Ue ha inviato alla presidenza brasiliana una bozza di roadmap per un’uscita “giusta, ordinata ed equa” dalle fonti fossili, come chiedeva l’Italia. “C’è un riferimento al paragrafo 28 dell’Accordo di Dubai, che fa riferimento a tutto il complesso dei fossili. Il gas è l’ultimo, è quello che determina le minore emissioni”, spiega Pichetto ai cronisti presenti alla Cop. “Bisogna partire dall’uscita dal carbone, passare poi al petrolio puro e in ultimo si deve arrivare al gas”, precisa.
L’Europa appare quindi più compatta. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che ieri ha avuto un bilaterale con Pichetto, si dice convinto che sia possibile raggiungere un “compromesso” per rispondere alle esigenze di adattamento ai cambiamenti climatici dei paesi in via di sviluppo e al declino delle energie fossili. “Impegnatevi in buona fede per raggiungere un compromesso ambizioso”, esorta il capo dell’Onu, mentre i negoziatori vanno avanti, nonostante tutto.
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