Il petrolio arretra ancora ma resta orientato a chiudere la settimana in rialzo, sostenuto dalle tensioni in Medio Oriente e dai timori per i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Brent scende dello 0,8% a 105,1 dollari al barile, mentre il Wti perde l’1% a 97 dollari. Secondo Kpler, nei sette giorni al 13 ottobre i transiti da Hormuz sono stati pari in media a 11,62 milioni di barili al giorno, circa il 68% del livello di riferimento. L’Agenzia internazionale dell’Eenergia ha concordato il rilascio dei restanti 100 milioni di barili dalle riserve strategiche, nell’ambito del piano da 400 milioni deciso a marzo. Di questi, 20 milioni saranno di diesel. I margini di raffinazione del diesel in Europa sono scesi di quasi il 2% a 78,67 dollari al barile. Negli Stati Uniti, le scorte commerciali di greggio sono diminuite di 8,56 milioni di barili nell’ultima settimana, il calo più ampio da febbraio, anche per le interruzioni produttive legate agli uragani nel Golfo. La produzione è scesa di circa 300mila barili al giorno e le scorte di distillati hanno perso 2,53 milioni di barili, raggiungendo minimi stagionali record. La benzina è invece aumentata di 3,52 milioni di barili.
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