TANGENZIALE SS16 ARRIVO AUTOTRASPORTATORI RIMORCHIO TIR CARTELLO TU MI BLOCCHI IL FUTURO IO TI BLOCCO IL PRESENTE
Il governo punta il dito e parla apertamente di “infiltrazioni” nella protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. I dati che trapelano in queste ore dicono che sono stati identificati in 1.339, con 71 persone denunciate e 242 che hanno ricevuto sanzionati amministrative. Sono fonti di Palazzo Chigi a spiegare che il proseguimento di alcune proteste, nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria, evidenzia una situazione più complessa. “È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale. Allo stesso modo, occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità”, dicono le fonti, spiegando che “il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato e rispettoso della legge”.
Da Chigi si sottolinea che il Governo è impegnato da giorni per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto è ora al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete. Per questo è stato convocato per domani un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo.
A chiedere che l’esecutivo intervenga per rimuovere i blocchi che stanno paralizzando il trasporto merci al Sud sono anche le associazioni. Anita, Cna-Fita, Confartigianato trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna casartigiani, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Unatras e Assotir, in una nota congiunta, “dopo l’incontro di Milano con il ministro Matteo Salvini chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”.
Il messaggio arriva forte e chiaro a Roma. “Chiediamo di smobilitare i blocchi, anche perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del Paese”, dice il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi. Che avverte: “Temiamo infiltrazioni, anche di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l’autotrasporto”. Rixi racconta infatti che “ci sono stati casi in cui hanno tagliato le gomme a 30-40 camion: non mi sembra che un camionista vada a tagliare le gomme agli altri camion”. Chiede di “andare vedere il curriculum vita” dei leader che spesso si trovano a guidare delle manifestazioni di protesta, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Invitando a studiare “anche qualche casellario giudiziale, per verificare che purtroppo ci sono delle criticità anche di questa natura”.
Oltre al rischio di azioni illegali, però, c’è l’istanza portata avanti da lavoratori e imprese a cui, invece, il governo dice di aver risposto con solerzia. Sia Matteo Salvini che il suo viceministro, Edoardo Rixi, sottolineano con forza che sono già in pagamento “i 430 milioni agli autotrasportatori per il caro gasolio”. Si tratta di “32mila imprese che verranno aiutate – aggiunge il vicepremier –, ma ci sono 50 milioni di euro in più per il caro gasolio anche di settembre e ottobre e altri 590 milioni che verranno erogati per cambiare i camion vecchi con camion più nuovi”.
Rixi invita la controparte a mantenere la propria parte di accordi, rimuovendo i blocchi. Cosa che sta avvenendo in buona parte del Sud, anche se ci sono casi su cui si accendono i riflettori. “La situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore. A Napoli, Bari e in numerosi altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti”, affermano i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi. Che chiedono a Salvini di “anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre, perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti”.
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