Su e-commerce accordo Mase-Amazon-consorzi: gestite 330 tonnellate rifiuti e 30mila Raee

Una prima scommessa vinta. È questo il senso che emerge dalla presentazione dei primi risultati dell’accordo di programma tra il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Amazon Services Europe Sarl e i consorzi Erp Italia, Erion Weee, Erion Energy per la sperimentazione di un modello di Responsabilità estesa del produttore per gli online marketplace, con specifico riferimento alle pile, alle batterie e ai Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

I numeri parlano chiaro. Secondo i dati, grazie alla collaborazione offerta da Amazon, che ha partecipato al progetto, “nel 2022 Erion Energy ha potuto assicurare la gestione ambientalmente corretta di 330 tonnellate di rifiuti di pile e accumulatori portatili, pari al peso di due grandi aerei di linea”, spiega Danilo Bonato, direttore generale di Erion Compliance Organization. Mentre, dal report di Erp Italia, la sperimentazione “ci ha impegnati nella gestione di volumi considerevoli di Raee: oltre 19.300 ordini di raccolta per circa 30.800 tonnellate avviate al trattamento, a vantaggio di una maggiore tutela dell’ambiente”, elenca Alberto Canni Ferrari, Head of Erp Southern Europe del Gruppo Landbell, a cui il Consorzio Erp Italia aderisce.
Risultati che fanno esultare le istituzioni. “Questo strumento è una vittoria – dice la vice ministra dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Vannia Gava, in un videomessaggio -, perché valorizza non solo la collaborazione tra pubblico e privato ma diffonde una buona pratica che spero possa essere presto estesa anche ad altre filiere, come modello e con cui affrontare. in modo dinamico e collaborativo, le sfide e gli impegni della transizione ecologica”. Il progetto, infatti, si è dimostrato una spinta per favorire la raccolta dei Raee, pile e batterie e garantire l’immissione sul mercato di prodotti conformi alla relativa normativa europea, a partire dalle grandi piattaforme delle vendite online. “E’ un’intesa dalla portata particolarmente innovativa, che si inserisce nel quadro di riferimento europeo della Responsabilità estesa del produttore e attua una delle misure previste nella strategia per l’economia circolare, riforma abilitante del Pnrr”, sottolinea il capo dipartimento Sviluppo sostenibile del Mase, Laura D’Aprile.

Il Rep, infatti, stabilisce che chi realizza o importa un bene deve occuparsi del prodotto immesso al consumo, non solo durante il suo ciclo di vita ma anche quando diventa rifiuto. Al produttore è richiesto un impegno dal punto di vista progettuale, realizzando beni che siano già orientati a reimpiego, riciclo e recupero sia da quello gestionale ed economico, incluse le operazioni di raccolta differenziata, di cernita e di trattamento. “Siamo molto orgogliosi di aver stretto questo accordo che promuove un corretto recupero e riciclo dei rifiuti, grado di ridurre l’impatto sull’ambiente”, afferma la Policy and Strategy Director di Amazon Italia, Bianca Martinelli. Aggiungendo che “questa iniziativa testimonia come sia sempre strategica la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, e s’inscrive perfettamente nel nostro più ampio impegno per la sostenibilità, sancito dalla nostra adesione al Climate Pledge, con il quale ci siamo impegnati a raggiungere zero emissioni nette di Co2 entro il 2040”.

L’accordi di programma, dal punto di vista del ministero, fornisce anche elementi fondamentali per mettere a punto interventi normativi futuri, che possano regolamentare la materia nei dettagli. In poche parole, con questi risultati ci sono anche dati su cui costruire uno schema. È uno strumento “emblematico che ha permesso e permetterà di arginare ogni eventuale dubbio sull’applicazione degli obblighi di Responsabilità estesa del produttore”, chiarisce Leonardo Salvemini, membro nominato dal Mase e presidente del Tavolo permanente di attuazione dell’Accordo di programma. Che conclude: “Si tratta anche di un modello di confronto su temi specifici, un modello che potrà essere utilizzato per conoscere e superare eventuali lacune normative, consentendo il dialogo tra tutti i soggetti coinvolti, in rispetto del principio democratico e, in particolare, della ben nota fase ascendente”.

Valentina Innocente

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