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Scorte per 72 ore, lezioni e coordinamento: l’Ue si prepara a crisi ambientali e umanitarie

Acqua, fiammiferi o barrette energetiche: l’Ue vuole che gli abitanti dei 27 paesi membri abbiano a casa una borsa contenente il necessario per essere autosufficienti per 72 ore in caso di crisi o conflitto. E, ancora, lezioni di preparazione nelle scuole, e un hub di crisi dell’Unione europea per migliorare l’integrazione tra strutture esistenti. Sono alcune delle azioni descritte dalla Commissione europea e dall’Alta rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, nella Strategia per la preparazione dell’Unione, lanciata oggi, contro disastri naturali e prodotti dall’uomo, ma anche minacce ibride e crisi geopolitiche.

Chiaro il riferimento a inondazioni, incendi boschivi, terremoti ed eventi meteorologici estremi “esacerbati dai cambiamenti climatici”, ma anche incidenti industriali, guasti tecnologici e pandemie, attacchi informatici, “campagne di disinformazione e manipolazione e interferenza di informazioni straniere” e sabotaggio di infrastrutture critiche. E, ancora, conflitti armati, inclusa la possibilità di subire aggressioni armate.

“Stiamo rafforzando la responsabilità e la capacità di reazione dei cittadini affinché siano meno vulnerabili e subiscano minori conseguenze: prepararsi ad affrontare le sfide rappresenta un modo concreto per mantenere e rafforzare l’unità, la pace e la solidarietà all’interno dell’Unione europea”, ha commentato su X il vice presidente esecutivo della Commissione per Riforme e Coesione, Raffaele Fitto.

La strategia, basata sul rapporto dell’ex presidente finlandese Sauli Niinistö sulla preparazione e la prontezza dell’Ue, si divide in sette aree: previsione e anticipazione, resilienza delle funzioni vitali della società, preparazione e resilienza della società, cooperazione pubblico-privato, cooperazione civile-militare, coordinamento della risposta e processo decisionale efficace, resilienza con partnership esterne. Nello specifico, si tratta di 30 azioni chiave e un piano d’azione rivolti “alle persone e alle società, per garantire – come ha precisato in conferenza stampa Roxana Mînzatu, vice presidente esecutiva della Commissione europea per la preparazione – che quando si verifica una crisi, tutto funzioni come dovrebbe”.

Innanzitutto, la Commissione punta a sviluppare “criteri minimi” di preparazione per servizi essenziali come ospedali, scuole, trasporti e telecomunicazioni e a migliorare sia lo stoccaggio di attrezzature e materiali essenziali sia l’adattamento climatico e la disponibilità di risorse naturali essenziali quali l’acqua. Poi, vuole preparare la popolazione, incoraggiando “il pubblico ad adottare misure pratiche”, come “il mantenimento di scorte essenziali per un minimo di 72 ore in caso di emergenza”: sono una decina i prodotti ritenuti indispensabili per riempire questo kit di sopravvivenza, che vanno dalla bottiglia d’acqua alla torcia elettrica, passando per i documenti d’identità o i fiammiferi. Si punta, poi, “integrare lezioni di preparazione nei programmi scolastici e introdurre una giornata di preparazione dell’Ue”.

L’Ue intende inoltre “istituire un hub di crisi dell’Ue per migliorare l’integrazione tra le strutture di crisi dell’Ue esistenti”, “condurre esercitazioni di preparazione regolari in tutta l’Ue, unendo forze armate, protezione civile, polizia, sicurezza, operatori sanitari e vigili del fuoco” e “facilitare investimenti a duplice uso”. Altri obiettivi sono sviluppare “una valutazione completa dei rischi e delle minacce a livello Ue, aiutando a prevenire crisi come calamità naturali o minacce ibride”, “creare una task force di preparazione pubblico-privata” e “formulare protocolli di emergenza con le aziende per garantire una rapida disponibilità di materiali, beni e servizi essenziali e proteggere le linee di produzione critiche”. Infine, il rafforzamento della cooperazione. Qui, lo scopo dell’Ue è “collaborare con partner strategici come la Nato su mobilità militare, clima e sicurezza, tecnologie emergenti, cyber, spazio e industria della difesa”.

 

 

Valentina Innocente

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