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Balzo dell’inflazione al 3,3% in agosto: pesa nuova stangata prezzi dell’energia

Balzo dell’inflazione ad agosto che sale al 3,3% annuo, segnando un record da settembre del 2023. A pesare sull’impennata estiva dei prezzi al consumo, dal 2,9% di luglio, è l’andamento degli energetici che risentono ancora delle tensioni internazionali, spiega l’Istat. Ed è allarme dei consumatori che chiedono al governo di intervenire: “Con un tasso d’inflazione al +3,3% e considerata la spesa totale delle famiglie, l’aggravio di spesa a parità di consumi raggiunge quota +1.091 euro annui per la famiglia tipo, salendo a +1.507 euro annui per un nucleo con due figli”, rileva il Codacons.

Nel dettaglio, gli energetici passano dall’11,6% al 17% annuo e rincarano del 2,8% nel solo mese di agosto. I regolamentati accelerano al 18,8%, i non regolamentati al 16,9%. Dietro le medie, aumenti molto più pesanti: gas tutelato +31,3%, gasolio da riscaldamento +31,7%, gasolio per autotrazione +26,7%, benzina +16,3%, quasi il doppio dell’8% di luglio. L’elettricità sul mercato libero arriva al 17,9%. Ed è questo, segnala l’Istat, a modificare fotografia dell’inflazione: i beni accelerano dal 3,2% al 4,1%, mentre i servizi rallentano dal 2,7% al 2,4%. E il grafico Istat sui contributi mostra con chiarezza che la quota di gran lunga maggiore del 3,3% viene proprio dagli energetici non regolamentati.

Si tratta di “un dato grave e preoccupante”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui “era chiaro che il caro carburanti e il caro energia, essendo costi di distribuzione e di produzione per tutte le imprese, si sarebbero riversati prima o poi sui consumatori finali, innescando una dinamica inflattiva che ora manderà definitivamente in tilt i bilanci delle famiglie”. Per Dona “le 2 divisioni di spesa più rincarate su base tendenziale sono Abitazione, elettricità e gas, al primo posto con +8,9% su agosto 2025 (+0,4% su luglio 2026) e i Trasporti con +6,1% (+2,3% su mese)” prosegue. Dal canto suo Confesercenti parla di un livello inflattivo “più alto registrato dall’inizio del 2026”. Un’accelerazione, spiega, “ che arriva dopo un’estate già pesante per famiglie e imprese”. Tra luglio e agosto, secondo le stime Confesercenti, il caro carburanti ha comportato fino a 1,8 miliardi di euro di spesa in più rispetto al 2025, mentre le imprese del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza hanno sostenuto circa 870 milioni di maggiori costi per le bollette, con rincari superiori al 40% e punte vicine al 50% per ristoranti e alberghi. L’accelerazione dell’Inflazione al +3,3%, conclude Confesercenti, “rischia ora di tradursi in una nuova compressione del potere d’acquisto delle famiglie e della capacità di spesa”.
Più cauta Confcommercio secondo cui “l’aumento rilevato ad agosto sul versante dei prezzi era un dato in parte atteso, in considerazione dei consueti incrementi stagionali che si rilevano in alcuni specifici segmenti accentuati in alcuni casi, trasporti, dal riacutizzarsi delle tensioni sugli energetici”. Al momento, rileva, la situazione quindi “appare ancora sotto controllo con un’Inflazione di fondo che si mantiene su valori contenuti” anche se resta il rischio che le famiglie “interrompano il processo di graduale recupero della domanda che ha sostenuto la crescita nel primo semestre”.

La fiammata, per ora, non ha contagiato il carrello della spesa, che rimane stabile (a +1,0%), mentre l’inflazione di fondo scende lievemente (da +1,6% a +1,5%).”Nel settore alimentare la dinamica dei prezzi continua ad essere moderata (stabile a +1,1%), esercitando un freno alla crescita dell’indice generale. Un effetto di contenimento si deve inoltre ad alcune tipologie di servizi, tra cui quella dei servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona e dei servizi relativi ai trasporti”, spiega l’Istat.

Anche nel resto della zona euro l’inflazione è salita al 3,3% ad agosto, rispetto al 2,9% di luglio, secondo la stima Eurostat. Il Paese in cui l’inflazione morde di più è la Lituania (5,8%), ai minimi invece la stima per l’Estonia (1,3%). L’energia vede il tasso più elevato (14,3%, rispetto al 10,3% di luglio), seguita dai servizi (3%), beni industriali non energetici (1,2%) e da alimentari, alcolici e tabacco (1,2%, stabile rispetto a luglio).  Non è la prima volta che il caro-energia traina l’inflazione generale: era già successo anche a luglio, dove proprio i rincari dei prodotti energetici hanno contributo a far crescere l’indice del costo della vita. Solo che stavolta l’aumento è più marcato e potrebbe indurre davvero la Banca centrale europea ad aumentare i tassi di interesse nella seduta del 10 settembre, come anticipato e probabile. I dati consolidati sull’inflazione ad agosto l’istituto di statistica europeo li pubblicherà solo il 17 settembre, e la BCE dovrà basarsi sui dati non definitivi, ma pur indicativi della situazione.

Valentina Innocente

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