US Secretary of State Marco Rubio (R) listens as US President Donald Trump addresses a press conference during a North Atlantic Treaty Organization (NATO) Heads of State and Government summit in The Hague on June 25, 2025. (Photo by NICOLAS TUCAT / AFP)
Impegno “incrollabile” nella clausola di mutua assistenza. E promessa da parte degli alleati europei (più Canada) di raggiungere l’obiettivo di aumento delle spese per la difesa. Oltre agli immancabili: sostegno all’Ucraina, il monito a Teheran di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, e il ribadire la ‘minaccia’ rappresentata da Mosca. Si chiude così il vertice Nato di Ankara, in un clima di insperata unità, tanto che anche Donald Trump, protagonista indiscusso con le sue intemperanze, si è visto costretto a dichiarare: “è stato un grandissimo successo”. “L’unità all’interno” della stanza della riunione della Nato è stata “incredibile. C’era amore”, ha detto nel corso della conferenza stampa dopo il vertice. “Ho sentito il vostro amore”, ha poi aggiunto rivolto ai capi di Stato e di governo promettendo che gli Stati Uniti resteranno nell’Alleanza. “I leader Nato sono persone molto intelligenti, hanno il bene nel loro cuore”, ha aggiunto.
Poche ore prima, lo stesso tycoon aveva espresso la sua frustrazione nei confronti degli alleati europei. “Non sono contento della Nato per quello che ha fatto in Groenlandia, e non sono contento perché si è rifiutata di aiutarci contro il principale Stato sponsor del terrorismo, ovvero l’Iran”, ha dichiarato, attaccando prima la Spagna (“un partner terribile, stop al commercio con loro”), poi di nuovo l’Italia (“hanno fatto male con le basi”), la Groenlandia (“un grosso problema per gli Usa”) e infine l’Iran (“sono dei bugiardi, il cessate il fuoco è finito”). Alle parole di Trump il segretario generale Mark Rutte ha risposto con i numeri dell’impegno europeo. “Comprendo che negli Stati Uniti possa esserci stata una certa delusione -, ha osservato – ma è importante ricordare che circa cinquemila voli sono partiti da basi europee. L’Europa ha continuato a rappresentare una piattaforma strategica fondamentale per le operazioni degli Stati Uniti”. Tuttavia, nel suo intervento conclusivo, Trump ha tentato di ricucire parlando di ‘There is a feeling of love in the air’ (“Si percepisce un sentimento di affetto nell’aria”). “C’era amore in quella sala, ognuno dei leader ha parlato molto bene, e i discorsi più importanti li abbiamo tenuti brevi, ma è’ un peccato che la stampa non abbia potuto vedere cosa stavamo facendo in quella sala”, ha spiegato ringraziando il padrone di casa, Rutte, e l’ospite, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “Un grande uomo un grande leader e un mio amico da molto tempo”.
Dal canto suo Rutte ha parlato di un “successo”: “L’alleanza è più forte che mai”, ha commentato sottolineando che nelle “famiglie” e anche “tra amici” a volte “si litiga per diventare più forti”. Gli alleati hanno accolto con entusiasmo la leadership del presidente Trump, che sta trasformando questa alleanza e la sta rendendo più forte”, ha aggiunto. Il riferimento è alle richieste degli Stati Uniti di un maggiore coinvolgimento, in termini di spesa, da parte dei Paesi europei e del Canada. “250 miliardi di dollari da spendere in più di due anni, per Canada ed Europa, sono una cifra enorme. 250 miliardi di dollari – ha ammesso Rutte – E questa sarà la nostra prossima spesa in due anni, perché dobbiamo ancora reclutare più personale per garantire che la base industriale della difesa produca a sufficienza”. L’obiettivo, ha ricordato, è rendere “una Europa più forte in una alleanza più forte”: e anche le quattro grandi economie di Belgio, Italia, Spagna e Canada, che prima erano ben lontane dal 2% (del pil in spese per la difesa), “si sono tutte impegnate a raggiungere il 2%”, ha ribadito. “Ho sempre la sensazione che, se si deve fare un salto del genere, dall’1,3%, 1,4% al 2%, ciò significa, nel caso di alcuni di questi Paesi, spendere dai 5 ai 10 miliardi di dollari in più in un anno, e quindi bisogna darsi un po’ di tempo per reinvestire quei soldi, sfruttando la capacità di assorbimento – ha spiegato – Ma tutti questi Paesi si impegnano ad andare avanti e a raggiungere gli obiettivi prefissati”.
Nella dichiarazione conclusiva, dunque, “gli Alleati europei e il Canada, in collaborazione con gli Stati Uniti” ribadiscono l’impegno ad “assumersi maggiori responsabilità per la difesa dell’Alleanza”. “La deterrenza e la difesa della Nato si basano su un mix appropriato di capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica, integrate da risorse spaziali e cibernetiche. Ci impegniamo a mantenere il nostro vantaggio in combattimento”, si legge nel testo. Di fatto, per contrastare la minaccia a lungo termine che la Russia rappresenta per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica, e la persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati intendono onorare “l’impegno assunto all’Aia in materia di difesa”. Nel 2025, gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato i loro investimenti nei requisiti fondamentali per la difesa di oltre 139 miliardi di dollari. “I nostri investimenti ci stanno fornendo le capacità di cui abbiamo bisogno, rafforzando al contempo la nostra base industriale e la nostra resilienza”, si legge nel testo in cui si ricordano gli “oltre 50 miliardi di dollari in nuovi appalti” siglati ieri in occasione del Forum industrial.
Inoltre, gli Stati membri della NATO, inclusi gli Stati Uniti, hanno ribadito il loro impegno “incrollabile” nei confronti della clausola di mutua assistenza sancita dall’articolo 5 del Trattato dell’Alleanza. “Un attacco contro un alleato è un attacco contro tutti”, afferma la dichiarazione. “La nostra unità, la nostra solidarietà e la nostra forza collettiva rimangono il fondamento su cui si basano la pace, la sicurezza e la prosperità”, si legge nel testo.
Per quanto riguarda l’Ucraina, i 32 Paesi della NATO hanno inoltre riaffermato il loro “incrollabile sostegno” a questo Paese in guerra con la Russia, che, secondo gli Alleati, “contribuisce alla sicurezza transatlantica e difende la sua libertà, sovranità e integrità territoriale”. Sull’Iran, l’Alleanza “ribadisce che Teheran non deve mai possedere un’arma nucleare” e invita l’Iran “a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.
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