LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI
Recupero dell’edilizia residenziale pubblica, housing sociale e coinvolgimento dei privati. E’ la ricetta del governo nel nuovo Piano Casa, varato in consiglio dei ministri alla vigilia dell’1 maggio. Lo annuncia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Un provvedimento “corposo e articolato che ci sta particolarmente a cuore“, spiega la premier parlando di una misura che “affronta una delle priorità più sentite dai cittadini” e punta a rendere disponibili oltre 100mila alloggi in dieci anni.
L’obiettivo è ampliare l’accesso ad abitazioni di qualità a prezzi sostenibili, una necessità data dalla fiammata dei prezzi immobiliari, soprattutto nelle grandi città, dove l’“indice di sforzo” supera spesso la soglia critica del 33%, arrivando fino al 47% a Milano. La misura si rivolge non solo alle fasce più fragili, ma anche alla cosiddetta ‘zona grigia‘: lavoratori e famiglie che non accedono all’edilizia popolare ma non riescono a sostenere i costi del mercato. “Si tratta di una fascia più ampia di quella che conosciamo per essere la parte più fragile e vulnerabile”, scandisce la presidente del Consiglio.
Sul recupero e manutenzione del patrimonio esistente, si punta a rendere disponibili circa 60.000 alloggi oggi inutilizzabili. Per questo, sono previsti oltre 1,7 miliardi di euro, più fondi per rigenerazione urbana. Si pensa poi a incrementare le semplificazioni, nominare un commissario straordinario e attivare misure come il riscatto degli immobili da parte degli assegnatari e nuove costruzioni senza consumo di suolo.
Altro “pilastro” descritto dalla presidente del Consiglio è quello della razionalizzazione di oltre 3,6 miliardi di risorse nazionali ed europee in un fondo unico gestito da Invimit, con una distribuzione territoriale mirata.
Infine, il coinvolgimento “robusto” dei privati, con incentivi e semplificazioni per investimenti immobiliari, a fronte dell’obbligo di destinare almeno il 70% degli alloggi a edilizia convenzionata (prezzi ridotti di almeno il 33%). Anche in questo caso, si pensa a un commissario straordinario per investimenti di oltre un miliardo. Il piano prevede anche il dimezzamento degli oneri notarili sugli immobili calmierati e punta a generare oltre 100mila nuovi alloggi in 10 anni, con circa 10 miliardi di risorse pubbliche più capitali privati.
“È evidente che, specialmente nelle città metropolitane, l’emergenza abitativa rappresenti una criticità ormai cronica“, fa eco Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, aggiungendo che “il costo degli affitti e dei mutui è diventato incompatibile con la realtà economica attuale: i redditi vengono erosi per oltre il 50% da una situazione che non risponde più alle dinamiche fisiologiche del mercato, ma si configura come una vera e propria ‘strozzatura’”.
Misure complementari includono un disegno di legge per velocizzare gli sfratti e contrastare le occupazioni abusive, aumentando l’offerta disponibile. E’ stato poi “riportato alla sua funzione primaria” il fondo di garanzia prima casa, con copertura fino al 90% per giovani famiglie, rifinanziato su base pluriennale fino al 2027.
Un intervento che non è nel Piano Casa, ma è legato al tema, andrà in legge di bilancio, lo annuncia il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini: “Per 3 anni, 2026, 2027, 2028, ci sarà una voce di bilancio dedicata esclusivamente ai genitori separati, per il sostegno all’affitto”. Sono 60 milioni di euro, su cui, precisa il ministro, “stiamo mettendo giù i bandi e un contributo tra i 400 e i 500 euro al mese per un anno per genitori che dopo la separazione o il divorzio escono di casa, perché rimane in casa l’altro coniuge, spesso continuando a pagare il mutuo all’affitto. Con questo intervento contiamo di poter aiutare 15.000 genitori separati”.
Lo stesso consiglio dei ministri vara anche un nuovo taglio delle accise per i carburanti per altre tre settimane, ma con una differenza rispetto al passato: “C’è una sproporzione importante tra l’aumento del gasolio e l’aumento della benzina in queste settimane”, spiega Meloni, ricordando che la benzina è aumentata mediamente del 6%, il gasolio del 24%. Per questo, l’esecutivo ha concentrato la proroga soprattutto sul gasolio confermando il taglio che era già previsto per il passato e ha diminuito il taglio delle accise per la benzina, portandolo a 5 centesimi, che corrisponde a circa il 6% sul prezzo del carburante.
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